Ex Sir ed ex Italcementi, «fallimenti di Calabria»

Delegazione del Pd con Guccione e Miccoli a proposito delle aree industriali dismesse e da rilanciare. «Coinvolgeremo il ministro Provenzano»

Dopo la conferenza stampa di presentazione di Guccione e Miccoli nel pomeriggio si sono poi svolti i due incontri su importanti aree industriali di Lamezia e Vibo, aree da rilanciare. Il primo incontro s’è tenuto a Lamezia, con al centro della discussione l’area ex Sir. Un’area di 1050 ettari, dove sono insediate oltre 100 aziende con circa 2000 occupati. L’ex Sir di Lamezia Terme, oggi area produttiva Papa Benedetto XVI, è una delle aree più grandi e importanti del Mezzogiorno. Ed è da qui che è partito il tour nazionale del Partito democratico insieme al  responsabile nazionale del Dipartimento “Crisi industriali” del Pd Carlo Guccione e al responsabile nazionale del Dipartimento “Lavoro” del Pd Marco Miccoli.

«Per l’area ex Sir di Lamezia, riconosciuta come area di crisi industriale non complessa, furono investiti, negli anni Settanta, oltre 230 miliardi delle vecchie lire. Rappresentò – sottolinea Carlo Guccione – un fallimento delle vecchie politiche industriali. Da qui oggi iniziamo il nostro viaggio per fare il punto della situazione, risolvere le varie criticità e analizzare i progetti che sono stati presentati in modo da attrarre investimenti anche in quest’area del Paese. Ritorneremo poi insieme al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e al sottosegretario del Mise Alessia Morani per concretizzare gli interventi e inserire l’area industriale all’interno di un progetto a rilevanza nazionale».

«Non è un caso che il Partito democratico – dichiara Marco Miccoli – abbia deciso di iniziare dalla Calabria il nostro viaggio tra le aree industriali in crisi di tutta Italia. Lamezia Terme, Vibo Valentia e le vertenze calabresi diventeranno una mission nazionale. Ora abbiamo le risorse necessarie, grazie anche al Recovery Fund, per aiutare a far ripartire questi progetti e condivideremo con il governo nazionale gli interventi prioritari per lo sviluppo dell’area industriale. Finalmente ci sono le condizioni per farlo.

Abbiamo raccolto le richieste relative ad alcuni ostacoli che potrebbero rallentare lo sviluppo dell’area, come il vincolo paesaggistico che risale al 1939 e sicuramente rappresenta un freno per l’applicazione della Zes e per gli investimenti delle imprese. Dobbiamo rimuovere i piccoli impedimenti per velocizzare la messa in campo degli investimenti».

Interventi infrastrutturali legati alla viabilità sulla statale 18 e al nuovo svincolo autostradale, sviluppo del Porto turistico in stretta relazione con l’aeroporto di Lamezia Terme e la possibilità di utilizzare quanto previsto dal Decreto semplificazione anche per progetti di interesse pubblico come quello del Waterfront affidando l’iter di gestione a un commissario: queste alcune delle proposte illustrate dal dirigente della LameziaEuropa Tullio Rispoli.

Presenti anche il consigliere regionale Libero Notarangelo e Raffaele Mammoliti che si occupa da tempo della questione dell’area industriale di Lamezia e dell’ex Italcementi di Vibo Valentia.

«Bisognerà inoltre capire – puntualizza Carlo Guccione – a che punto è l’Accordo di Programma sottoscritto dal ministero dello Sviluppo economico, Invitalia e Regione da 145 milioni di euro che prevedeva ben sette contratti di sviluppo che avrebbero attivato investimenti superiori a 280 milioni di euro. Si passa alla fase operativa, stavolta i soldi ci sono non possiamo perdere questa occasione. Ora servono i progetti».

Secondo appuntamento poi a Vibo Marina, con al centro l’area dell’ex Italcementi. «Sull’area dell’ex Italcementi di Vibo Marina va avviata, in tempi rapidi, una bonifica e riconversione produttiva. Per rilanciare l’area industriale di Vibo serve un progetto strategico di transizione energetica utilizzando la produzione di energia pulita come l’idrogeno, il fotovoltaico o il biocombustibile, dove prevedere anche risorse per la ricerca e lo sviluppo coinvolgendo le imprese a partecipazione pubblica attive nel settore energia e transizione ecologica attraverso Eni, Enel, Terna e Snam. È su questa ipotesi che stiamo lavorando come Pd nazionale insieme al Pd di Vibo Valentia. Coinvolgeremo, inoltre, le istituzioni locali, le forze sociali e produttive del territorio. Non mancherà un confronto propedeutico con la società tedesca, proprietaria del sito dell’ex Italcementi. I primi di settembre ritorneremo qui con il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano per inserire tale progetto come strategico di valenza nazionale e avviare concretamente le procedure di investimento.

Dopo giorni di intensi negoziati è stato trovato l’accordo sul Recovery Fund: 209 miliardi di euro saranno destinati all’Italia. Le risorse, dunque, non mancano, bisogna dare priorità ai progetti, essere meno chiacchieroni e più concreti. Non dimentichiamo, tra l’altro, che il 30 per cento delle risorse saranno destinate alla transizione green. Su questo si cimenterà una classe dirigente capace e che dimostrerà di saper realizzare processi di investimento e sviluppo del proprio territorio». È quanto afferma il responsabile nazionale del Dipartimento “Crisi industriali” del Pd Carlo Guccione che dopo la visita dell’area ex Sir di Lamezia Terme, insieme al responsabile nazionale del Dipartimento “Lavoro” Marco Miccoli, ha fatto tappa all’Italcementi di Vibo Marina.