Un Irto non fa “primavera”: 8 i consiglieri (in silenzio) che non hanno votato il blitz “generale”

Ecco i nomi di chi non ha preso parte alla votazione della legge (ora abrogata) sui contributi volontari anche in presenza di legislatura interrotta

Chi l’ha detto che solo Nicola Irto non ha preso parte alla “saga” del voto al vitalizio, che vitalizio non era né poteva essere? Certo c’è anche lui, l’ex presidente del consiglio regionale. Ma ve ne sono altri 7, a parte la stessa Santelli, che hanno preferito non apporre sigla né presenza alla “saga” (poi revocata). Gradendo un profilo “pubblicitario” diverso rispetto alla faccenda e chissà perché. Ma andiamo con ordine.

Sono le 20 e 22 di martedì 26 maggio e i lavori del consiglio regionale vengono sospesi per qualche minuto. Su proposta di Arruzzolo “più altri” si vogliono inserire nell’ordine del giorno questioni sul demanio marittimo ma alle 20 e 37, quando riprende la seduta, Tallini chiarisce che se ne parla un’altra volta, il demanio per quella sera può attendere. Non ci sono le commissioni e ovviamente dovrà passare dalla conferenza dei capigruppo, la questione. Prende la parola Mancuso per ribadire che di demanio non si può fare a meno e che la materia è urgente ma tant’è, si passa avanti. Qualche secondo e Tallini introduce l’ottavo e ultimo punto all’ordine del giorno, la proposta di legge sulla “rideterminazione della misura degli assegni vitalizi”, alzi la mano chi non ne ha sentito perlare in questi giorni. È corposo l’indice dei proponenti, praticamente tutta la conferenza dei capigruppo e anche oltre. L’iniziativa reca l’autografo di Arruzzolo, Graziano, Esposito, Minasi, Caputo, Pitaro V., Bevacqua, Callipo, Pitaro F., Aieta, Pietropaolo. “Modifiche alla legge regionale del 31 maggio del 2019”, recita l’epigrafe. Vengono subito votati i primi 3 articoli senza batter ciglio, il “blitz” di Graziano detta tempi micidiali che sorprendono la stessa presidenza. Articoli che essendo stati approvati separatamente e senza nessuna dichiarazione di voto consentono a Tallini di porre in votazione la legge nel suo insieme. Presenti e votanti 22, a favore 22. «Il consiglio approva», sono le 20 e 43 e per Tallini è l’ora del rompete le righe. Quella che poi si rivelerà essere una “frittata”, mal gestita e con “blitz” e comunque per pochi spiccioli e lontana dall’essere un vitalizio, ormai è fatta. Segue il fango mediatico e gli insulti anche dai leader nazionali dei partiti fino alla pantomima di Invernizzi che in polo gialla e a maniche corte resta bloccato al portone del Palazzo (perché senza giacca) dove vuole fiondarsi per cazziare i suoi della Lega, “colpevoli” di non averlo considerato in qualità di segretario. Il provvedimento poi viene revocato nella seduta di mercoledì 3 ma non per questo va in soffitta il tempo del setaccio, la conta dei buoni e dei cattivi, dei falsi eroi e di chi ha firmato suo malgrado, un po’ come la casa che a un certo punto s’era ritrovato Scajola. E non vanno neanche in soffitta le polemiche e le narrazioni al veleno, con un’unica certezza questa sì in archivio e cioè che è venuta fuori una spaccatura mica male dentro le viscere del centrodestra al comando (ne fa cenno chiaramente Tallini nel suo discorso del 3 quando ammette che “qualcuno” ha posto con urgenza e modalità da “blitz” una materia che urgente non poteva e non doveva essere). E poi, giusto per tornare all’incipit primordiale, chi l’ha detto che solo Irto non si è turato il naso e ha preferito non autografare il “blitz”? Già, un Irto non fa “primavera” se è vero come è vero che ve ne sono altri 7 di consiglieri regionali (al netto della stessa Santelli) che hanno preferito assentarsi al momento del voto sull’assegnino simil vitalizio. Non è presente al voto Giannetta per Forza Italia, Neri per Fratelli d’Italia. E poi Irto e Guccione per il Pd, Aieta e Sculco per Democratici progressisti e Paris per l’Unione di centro. Ben 8 su 30 non hanno fatto casino dopo la capigruppo all’unanimità sovietica ma hanno levato le tende quando s’è trattato di votare. Forse che loro hanno letto meglio quello che altri hanno letto loro malgrado o per interposta persona o persino su fiducia in carta bianca?

I.T.