Sanità privata, fallito il colpo di mano dei Morrone

Sit-in di Fp Cgil e Cisl Fp contro l'applicazione di un nuovo contratto di lavoro. La Regione blocca il ccnl Ansip-Cisal: i nostri uffici devono verificare le ripercussioni

E’ fallito il colpo di mano delle Casa di Cura Misasi e della San Bartolo srl riconducibili alla famiglia Morrone. Le due strutture da domani avrebbero voluto applicare ai dipendente un altro contratto di lavoro, in deroga all’attuale.
Nello specifico la proprietà delle due cliniche private accreditate avrebbe applicato il ccnl Anpit-Cisal, in deroga all’attuale contratto AIOP.
Dura la battaglia di FP Cgil e Cisl FP, concretizzatasi stamattina con un sit-in di protesta alla Cittadella regionale.
“Il contratto Anpit-Cisal non è un contratto di categoria (Sanità) – hanno ribadito stamane i sindacati – , prevede condizioni peggiorativi in termini normativi e retributivi in quanto i lavoratori arebbero dovuto lavorare 40 ore per avere l’attuale retribuzione a 36 ore. Inoltre, in caso di malattia e infortunio i lavoratori avrebbero percepito indennità più basse”.
Un cambio di contratto è stato più volte giustificato dalla Casa di Cura Misasi e San Bartolo con una crisi aziendale, motivazione rispedita subito al mittente dalle organizzazioni sindacali.
“Come possono essere in crisi – sottolineano Cisl e Cgil – se si registrano nuove assunzioni a tempo determinato e contratti di collaborazione?”.
A viziare l’applicazione del contratto Anpit-Cisal ci sarebbe anche il fatto che sarebbe stato sottoscritto da una sola sigla sindacale peraltro non rappresentativa sul territorio nazionale.
La decisione della clinica Misasi e San Bartolo srl sarebbe inoltre andata in conflitto con quanto previsto dal nuovo regolamento attuativo della legge 24 del 2008 che impone alle aziende di comunicare “entro il 31 gennaio di ogni anno l’elenco nominativo di tutto il personale e il Ccnl applicato con eventuale motivazione in caso di eventuale cambio che potrebbe avvenire solo a decorrere dall’anno successivo”.
In caso di applicazione del contratto Anpit-Cisal, le organizzazioni sindacali avrebbero chiesto la sospensione dell’accreditamento fino alla revoca da parte della società dell’applicazione del nuovo contratto.
A dirimere la controversia ci ha pensato la Regione Calabria. Nel pomeriggio di oggi, poche ore dopo il sit-in delle organizzazioni sindacali, ha diffuso la comunicazione inoltrata alle due strutture sanitarie nella quale si chiede alle due strutture sanitarie di “soprassedere” nell’applicazione del contratto Anpit-Cisal. Il dipartimento della Salute, intanto, annuncia di aver avviato verifiche interne in merito all’eventuale applicazione di tale contratto. Parola del dg Bevere.