Quel terreno del villaggio turistico venduto come la fontana di Trevi nel film di Totò

Siamo a Cariati, basso Jonio cosentino. Il proprietario del Vascellero deve al Comune quasi 20 milioni di euro, frutto di una operazione “ad alto rischio” (con pochi soldi ha acquistato un bene milionario). Il Tar e il Consiglio di Stato se ne sono già occupati ma non è detto che la materia non possa interessare anche altri uffici...

Più o meno quanto quell’americano ha pagato la fontana di Trevi nel celebre film di Totò. Qualche moneta e un paio di banconote e via. La realtà però spesso e volentieri supera l’immaginazione e non fa difetto neanche stavolta.
Siamo a Cariati, basso Jonio cosentino. Nel film la fontana non è mai stata né poteva essere dell’americano ma qui, bagnati da un mare mozzafiato, non scherza e non ha mai scherzato nessuno. E con pochi spicci l’imprenditore Alfonso Cosentino si porta a casa, di proprietà, un terreno su cui sorge l’imponente villaggio turistico “il Vascellero”. Terreno che ha pagato poco più di 110mila euro e che perizie successive hanno “prezzato” niente di meno che 20 milioni di euro. Una vicenda non nuova, complessa, articolata, già attenzionata da corti giudiziarie e chissà, magari anche altri uffici potrebbero esserne attratti.
È il 20 maggio del 2016 e il Comune di Cariati dà il via al processo di legittimazione dei terreni su cui sorge il villaggio di Alfonso Cosentino, “il Vascellero”. Segue poi una delibera del 3 giugno e il percorso si considera a buon punto. Giunta, segreteria comunale, dirigente area tecnica e tecnico di parte della Vascellero (con la “partecipazione” dei periti istruttori demaniali) trasferiscono al Vascellero Villaggi di Alfonso Cosentino un patrimonio immobiliare enorme per una cifra di 111.964,51 euro. E siamo alla fontana di Trevi all’americano (ma per finta) nel film di Totò. La vicenda in verità si arricchisce anche di innumerevoli delibere con le quali si autorizza (senza averne proprietà) la Vascellero ad effettuare lavori importanti dal punto di vista edilizio ma tant’è, la “partita” resta l’irrisorio prezzo di vendita (dopo perizia) con il quale Cosentino porta a casa un patrimonio da capogiro sborsando solo 111mila euro. Siamo a pochi gorni dal voto e l’imprenditore turistico diventa proprietario del terreno sul quale ha impiantato il redditizio villaggio Vascellero. E quel voto del 2016 non è per niente banale. E già perché proprio lui, Alfonso Cosentino, è candidato a sindaco e il suo sfidante, anzi la sua sfidante, è Filomena Greco. Che diventa sindaco e Cosentino perde ma il terreno pensa di averlo portato al sicuro lo stesso. Il nuovo sindaco però vuol vederci chiaro su quella vendita e inizia a seminare per raccogliere l’annullamento seriale e sistematico di tutte le delibere precedenti, da quelle per i lavori interni e di ampliamento alla vendita vera e propria del terreno. E sempre il nuovo corso al Comune di Cariati decide che deve essere una nuova commissione peritale a valutare il terreno che fino a prova contraria rientrava nel patrimonio comunale. E la nuova stima è sconcertante rispetto a quella precedente. Il terreno, quel terreno su cui sorge il villaggio di Cosentino, vale non meno di 20 milioni di euro. Ben 20 milioni di euro, la metà di tutti i debiti del Comune di Cariati accumulati per trentanni. Ma il Comune ormai ha deciso e si va per la revoca. L’azienda di Alfonso Cosentino non ci sta e si appella al Tar (perdendo il ricorso). Non contento, Cosentino, procede per il Consiglio di Stato ma non sorride nemmeno questa Corte perché con sentenza del 28 marzo del 2019 giudica congrua la nuova stima e valida la nullità degli atti precedenti così come deciso dal Comune di Cariati. Quel terreno, il terreno su cui Cosentino ha edificato il villlaggio turistico Vascellero, vale 20 milioni di euro e lui lo ha pagato solo 111mila euro.
È passato più di un anno dalla sentenza del Consiglio di Stato ma non si è mosso nulla ancora. Nulla. E neanche il Comune, attraversato da mille peripezie, ha dato segni di vita in tal senso. Cosa si aspetta a procedere per il recupero delle somme o del terreno che da solo vale metà delle fortune (e dei debiti) di tutto il Comune di Cariati e dei cittadini di Cariati?
Che strana questa storia e come è (poco) contorta la vicenda. Cosentino da candidato a sindaco e pochi giorni prima del voto acquista un terreno che la perizia (anche con tecnici del Comune dentro) valuta 111mila euro. Un terreno che ne vale 20 milioni però, così come confernato da Tar e Consiglio di Stato. Decisiva, per la vecchia e “fortunata” perizia per Cosentino, la presenza e la consulenza dell’ingegnere Pasquale Trento in qualità di perito istruttore demaniale. Già, Pasquale Trento, figlio di Rocco, ex dominus della sanità di Calabria come potente assessore regionale. E che la politica sia una passione di famiglia per i Trento arrivano conferme certe perché anche Pasquale (come Leonardo) ha il debole. Pure lui è candidato alle Comunali che si devono tenere pochi giorni dopo la vendita del terreno. E deve essere solo un caso se pure lui è nelle liste a sostegno di Alfonso Cosentino, candidato a sindaco che poi perde ma con “onore”, nel senso che ha comprato ormai il terreno (anche grazie alla perizia dell’ingegnere Trento, solo “casualmente” candidato nel suo raggruppamento).
Quando Totò ha venduto la fontana di Trevi all’americano c’era almeno meno malizia in giro. Meno sospetti. E meno tribunali. E chissà se dopo Tar e Consiglio di Stato questa “vendita” strana, con la compartecipazione di più di tre persone quasi fosse configurata una “associazione” di casualità, non finisca all’attenzione di qualche altro ufficio ancora…

I.T.