Meloni “ordina” ai suoi: state lontani dall’antimafia…

Maggioranza in consiglio regionale impantanata sulla commissione antindrangheta. Nel cuore della notte il dietrofront comunicato da Pietropaolo

Tutto sembrava ormai delineato, stabilito, sofferto e “lavorato” come schema ma ormai “quadrato”. Finché non è toccato a Filippo Pietropaolo riferire al resto della “compagnia” di un freno a mano da alzare in tutta fretta e perentorietà. Fino alla comunicazione, della serie Giorgia ha detto (imposto) di stare lontani dalla presidenza della commissione regionale antindrangheta. Già, proprio così. Fratelli d’Italia ma non “fratelli” di una commissione che come minimo rischia di portare sfortuna, e paradosso, dal momento che indicato a presiederla era il subentrato a Creazzo (arrestato) e cioè Sainato. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia subentrato al collega arrestato sulla poltrona dell’antimafia alla calabrese. Giorgia Meloni deve aver fatto (brevemente) mente locale e ha ordinato per tramite di Pietropaolo la retromarcia forzata. Non se ne parla nemmeno, Fdi deve star fuori da questa partita. Il bello, o il peggio della faccenda, è che ora però neanche gli altri gruppi di maggioranza la vogliono questa presidenza tant’è che proprio questo ormai è il nodo che se non si scioglie salta tutto il cucuzzaro. Tra riunioni che si susseguono e altre in programma la domanda una e una soltanto resta ormai. Perché nessuno dei partiti vuole presiedere la più nobile della commissioni, quella che di mestiere deve relazionare sull’atività antimafia?

 I.T.