La mafia ti toglie, contro la mafia si dà

Il gruppo iGreco, famiglia di imprenditori vittime della ferocia delle cosche, dona alla cooperativa “Le Agricole” un trattorino e una tagliatrice, materiale da lavoro che la notte del 22 febbraio un'incursione notturna di criminali ha sottratto proprio alla coop inserita nel “Progetto Sud” di don Giacomo Panizza. «Il tagliaerba era di mio padre, ucciso dalla 'ndrangheta»

La mafia che toglie, ma poi anche la mafia che non può far nulla contro il cuore grande di chi dà, di chi dona. Specie poi se chi “offre” è a sua volta vittima della ferocia delle cosche così che il circolo virtuoso si fa doppio, come una grande giostra col finale che sorride. È più o meno andata così alla coop “Le Agricole”, inserita nel “Progetto Sud” di don Giacomo Panizza. La notte del 22 febbraio un’incursione criminale sottrae alla cooperativa materiale da lavoro, un gesto viscido per forma e sostanza e non solo perché il gruppo impiega nei campi il cosiddetto materiale umano da reinserire nella società. Tra le cose rubate un trattore e una tagliatrice ma la “giostra” gira, e dietro l’angolo c’è sempre chi è stato ferito prima e di più e che poi si mette a disposizione. E così questa mattina a Lamezia ecco un trattorino nuovo di zecca e un tagliaerba revisionato (messo a punto, a costo zero, dai meccanici dell’azienda De Masi) donati proprio alla coop “Le Agricole” dal gruppo iGreco, famiglia di imprenditori attivi in agrticoltura e sanità. Una famiglia, e rieccoci sempre alla “giostra” di cui sopra, che le ferite sanguinanti delle cosche che sparano le ha conosciute avendo perso sul campo, ucciso proprio dalla ‘ndrangheta, il capostipite agli inizi del Duemila. La mafia che toglie sempre qualcosa e la mafia che può far poco però quando si mette in moto la “giostra” che gira. E quel furto alla coop “Le Agricole” nel cuore della notte deve aver tolto il sonno anche alla famiglia Greco, oggi presente a Lamezia con Giancarlo, Filomena e Tommaso. «Quando abbiamo appreso dai telegiornali di questo gesto vile subito dalla cooperativa Progetto Sud e da don Giacomo, che ringrazio per quello che fa – ha detto Giancarlo Greco – non sono riuscito a non indignarmi e immediatamente li ho contattati perché ho sentito il dovere di dare un segnale nella giusta direzione, quella della speranza per questa nostra Calabria. Non siamo eroi, siamo anche noi vittime di mafia, mio padre è caduto sotto i colpi della ‘ndrangheta e il tagliaerba revisionato che oggi doniamo alla coop era suo. Questo gesto quindi ha un alto valore simbolico per noi. Non ci piegheremo mai alla mafia e aiuteremo sempre chi ne è vittima e per questo che siamo qui oggi a fianco di don Giacomo Panizza che ringraziamo per il grande lavoro che svolge anche e soprattutto a livello umano». «Si riparte da gesti come questi – ha commentato invece proprio don Giacomo Panizza -.Questi gesti sono la chiave di volta sociale per la lotta alla ‘ndrangheta, dove lo Stato fa la sua parte ma anche i cittadini e le cittadine. Quando accanto al voler lavorare e a volerlo fare bene c’è la coscienza umana, sociale e politica si può uscire anche dai tempi più neri, come in questo del Covid. Si esce dalle crisi con lo scambio ma anche con il dono. Con il fare impresa non per mero profitto ma perché il territorio ne abbia beneficio e possa crescere. Fare le cose per dono consente alla società e alle comunità di ripartire. Abbiamo ricevuto tanta solidarietà e gesti di vicinanza e oggi arriva questo gesto di consegna di un trattorino nuovo e di un tagliaerba da parte del gruppo iGreco a cui va il nostro grazie. Anche questo, oggi, ci aiuta a ripartire. Infatti – conclude don Panizza – questa nostra Calabria potrà crescere solo così. Con la sintesi tra solidarietà e praticità».