Il ministero “boccia” Cotticelli (e Crocco): 3 e 4 in “pagella”…

Molto pesante, in negativo, il giudizio della commissione interna del dicastero di Speranza a proposito del lavoro fin qui svolto dall'Ufficio del commissario per la sanità di Calabria

Molto peggio che nella peggiore delle annate scolastiche. Un voto che neanche a volerlo raggiungere con determinazione, ovviamente negativa, si riesce a portare all’incasso perché nemmeno con la “non buona” condotta si ottengono certe performance.

Un bel 3 stampato in “pagella” con un verosimile 4 per il braccio destro e vice. Niente male per l’attività dell’Ufficio del commissario alla sanità di Calabria, perimetro dove imperano il generale Saverio Cotticelli e il suo vice, Maria Crocco (che poi spesso e volentieri vice non è per niente nel senso che più d’uno la identifica come vera interprete del comando e delle sue trame). I voti, tanto per esser chiari, non arrivano da un sondaggio di gradimento su facebook né tantomeno da un teleprogramma a premi ma direttamente dal ministero della Salute, oggi guidato da Roberto Speranza. E sono voti, a detta di chi se ne intende e che non di rado frequenta il dicastero, che appaiono sconcertanti nella forma e nella sostanza perché rischiano di alimentare lo smarrimento totale della “salute di Calabria”. Siamo a maggio, l’emergenza Covid conosce timidamente la sperimentazione della ripartenza. In forma “intranea” il ministero della Salute aziona il monitoraggio dell’Ufficio del commissario di Calabria che è altra cosa rispetto al Tavolo Adduce, come è noto vero e proprio rendez-vous al cospetto anche del dicastero dell’Economia (sono titolari in comproprietà della nomina, dell’istituto). Una specie di valutazione tutta propria del ministero di Speranza che raccoglie dati, performance, obiettivi non colti, rilievi e naturalmente budget, debiti. Pesante il giudizio complessivo sul generale Cotticelli. Sulle sue movenze, soprattutto. Giudicate del tutto insufficienti in termini di capacità dimostrata nel corso dei diversi Tavoli Adduce. Poche le rassicurazioni fornite e in certa misura ancor meno quelle esibite come storico. Un’attività complessiva, quella del comando dell’Ufficio, resa impalpabile non solo dal mancato raggiungimento degli obiettivi ma anche da una visione tecnica e “medica” che non c’è né potrebbe esserci dal momento che il commissario Cotticelli esibisce un curriculum di tutt’altra natura. Il voto, se così può essere tradotto un giudizio così complesso e complessivo, è appunto il frutto di una valutazione a 360 gradi da parte del ministero anche alla luce dei rilievi e dei malcontenti che non sono mai mancati fin qui, specie in termini di visione e progettualità.

Non da meno, in termini di giudizio negativo, la “pagella” per la vice Crocco che semmai vanta “l’aggravante” di essere spesso e volentieri più sul campo rispetto al generale. Non sono pochi quelli che infatti la considerano di fatto al comando dell’Ufficio, per trame e accordi che puntualmente alimenta. L’ultimo degli incroci in ordine di tempo la nomina del nuovo commissario dell’Asp di Cosenza, Simonetta Bettelini. Fortemente voluta proprio da Crocco che con il commissario dell’Annunziata, Panizzoli, forma un triangolo di potere al femminile che gli addetti ai lavori considerano tutto un programma. Proprio nel corso di una cena a tre, la scorsa settimana, la genesi della nomina di Bettelini che a sua volta viene dalla direzione sanitaria dell’Annunziata sotto l’egida di Giuseppina Panizzoli. Asse portante nel profondo Nord e profondo retaggio Formigoni-Fontana ma con un timone proprio in mano a Crocco che per le occasioni veste la “divisa” del generale che non c’è. E chissà perché. Nelle ultime ore sul duo Panizzoli-Bettelini Pd e Cinquestelle hanno azionato la contraerei, segno evidente che qualcosa di grosso a Roma e nelle stanze che contano si sta muovendo. Ma il bersaglio grosso restano Cotticelli e Crocco. Al giudizio tecnico (pessimo) sull’attività dell’Ufficio del commissario di Calabria va prendendo corpo, depositandosi sul tavolo di Speranza,  l’associazione di un altro giudizio, meno scientifico ma che rischia di essere letale e cioè quello politico. I due partiti di governo nazionale si sentono progressivamente esclusi dal comando della sanità di Calabria e questo, soprattutto per i Cinquestelle che su Cotticelli tante speranze avevano riposto, appare via via inaccettabile. Da qui il pressing in progressione, e in combutta con il Pd, sul ministro Speranza. Che sul tavolo ora, oltre al pesante giudizio tecnico negativo in materia di salute, si trova anche una “messa in mora” tutta politica. Non a caso si registra e si misura tensione a mille in queste ore al ministero a proposito della salute di Calabria. Importanti ma ormai non più clamorose novità potrebbero essere alle porte…

I.T.