Pittelli, tra un mese dentro o fuori

“Rinascita Scott”, approda in Cassazione la richiesta di scarcerazione (dopo due istanze rigettate)

Forse vale già più di un processo, e persino di una sentenza. Perché, a questo punto, la riconquista della libertà personale per Giancarlo Pittelli vale più di tutto il resto. Il noto penalista travolto e tradotto in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita Scott” della Dda di Catanzaro, ha conosciuto fin qui (per tramite dei suoi legali) due istanze di scarcerazione rigettate. E non a caso questa del 25 giugno in Cassazione viene un po’ considerata la “finale di Champions” per l’intero fascicolo, anche se fin qui detenzione se n’è fatta Pittelli. Gip prima e Tdl poi gli hanno negato la libertà fin qui perché evidentemente ha retto l’impianto accusatorio della Dda di Catanzaro ma anche perché, a conti fatti, è proprio Pittelli il big di tutta l’inchiesta. Probabilmente più di quanto non lo fosse in questo caso il super boss vibonese Luigi Mancuso, quello dal cervello fino assai. Proprio nei suoi confronti e a suo beneficio Pittelli avrebbe, secondo la procura catanzarese, interessato tutto il suo immenso reticolo di conoscenze sociali e giudiziarie. Spifferando strategie, entrature sociali, veline dalle procure e probabili soluzioni in sede di giudizio. Sempre e solo in qualità di penalista, la difesa di Pittelli. Che però, secondo la Dda ma anche del gip e del Tdl, sarebbe andato ben oltre il suo ruolo professionale costruendo attorno alla figura di Luigi Mancuso una cortina di protezione anche “massonica”, con tutto quello che ne consegue. Accuse tutte da dimostrare ma va da sé che la non scarcerazione fin qui di Pittelli lascia intatto il pericolo di inquinamento prove che evidentemente è ancora centrale secondo i giudici. La Cassazione però valuta le istanze seguendo anche altri parametri per cui non solo non è esclusa nessuna ipotesi il 25 giugno quanto, quella di Pittelli, resta confermata come la partita delle partite.
La Suprema Corte potrà decidere di confermare quanto stabilito dai giudici del Riesame di Catanzaro e ciò significa che Pittelli resterà nel carcere di Nuoro, dove è attualmente detenuto o potrà annullare definitivamente il provvedimento del Tdl, scarcerando l’indagato o annullare con rinvio e ciò comporterà che gli atti torneranno di nuovo al Tribunale della libertà di Catanzaro, che in nuova composizione dovrà riesaminare il caso. Comunque andrà sarà un incrocio non da poco quello del 25 giugno in Cassazione.

R.M.