《La metro di Cosenza è un capitolo chiuso, è un atto ufficiale dell’Ue》

Secondo l'europarlamentare la notizia di ritirare il progetto non è una voce di corridoio ma una comunicazione della Commissione europea

«Circa quanto affermato da alcuni esponenti della giunta comunale di Cosenza e dallo stesso sindaco Occhiuto bisognerebbe fare un po’ di chiarezza e ripristinare la verità dei fatti». L’eurodeputata interviene nuovamente sulla questione metro leggera Cosenza – Rende in seguito alle dichiarazioni del sindaco  e del vice sindaco di Cosenza.

«La notizia sulla volontà di ritirare il Grande Progetto della metrotranvia Cosenza – Rende – Unical non è frutto di una “voce di corridoio” tutta da verificare, bensì una comunicazione della Commissione europea in risposta ad una mia interrogazione parlamentare prioritaria, dunque un atto ufficiale. Personalmente, in quanto eurodeputata, non ho né il potere né le competenze per boicottare o bloccare un’opera. Le responsabilità andrebbero invece ricercate in chi, Regione e Comuni, in questi anni ha dimostrato la propria scarsa capacità progettuale e la poca dimestichezza nella commisurazione costi/benefici tanto da rendersi conto, solo a febbraio 2020 e dopo 8 anni dall’approvazione del progetto da parte della Ce, che per poter compiere l’opera necessitavano ulteriori 60 milioni di euro da sommare ai 160 già previsti.

La sottoscritta, alla luce dei ritardi e delle tantissime criticità, in questi anni ha presentato ben 3 interrogazioni alla Commissione europea su questo argomento e, la CE, sulla base degli stessi dati forniti dall’autorità di gestione, ora ci avvisa che la redditività dell’opera è ad altissimo rischio, quindi vi è la possibilità di portare a compimento un’opera che non potrà sostenersi negli anni. Anche per questo nei mesi scorsi la Commissione aveva già invitato ufficialmente la Regione Calabria a valutare piani alternativi che prevedano la riprogrammazione delle risorse verso altre azioni/progetti. Per esempio, come da me più volte suggerito, progetti per una mobilità sostenibile che non contemplino necessariamente opere inutili, invasive e finanziariamente insostenibili come la metro.

Certo è che un eventuale passo indietro della Regione, a cui spetta la decisione finale e la comunicazione ufficiale alla Commissione europea, non equivarrebbe alla perdita dei fondi, ma ad una rimodulazione di questi anche grazie alle recenti modifiche ai regolamenti europei. Tale scelta richiede sicuramente una capacità progettuale da parte di tutti gli Enti coinvolti migliore di quella dimostrata finora e il cui operato è sotto gli occhi di tutti» conclude la Ferrara.