Il ritorno di Scaffidi, l’uomo forte e senza stagioni

Protagonista della prima gestione del piano di rientro è rimasto in “quota” da Scopelliti fino all'avvento dei Cinquestelle. Ora Santelli, il medico che però sa anche “guarire” le corsie, lo vuole nella squadra speciale nel contrasto al Covid-19

La notizia del giorno in materia di contrasto al Covid-19 alla calabrese, non nel senso che è diventata una tarantella e nemmeno uno poesia dialettale ma nel senso della configurazione regionale del dramma, è l’ingresso di Gianluigi Scaffidi nella taske force contro il coronavirus. Jole Santelli, a quanto risulta da alcune fonti, non ha fatto alcun mistero di impegnarsi in prima persona nell’individuazione di Scaffidi che peraltro entra nel “club” degli esperti in una duplice veste. Medico, sia pure in pensione. Ma anche, se non soprattutto, esperto di portata importante in materia di dimensionamento delle emergenze sanitarie. Tecnica gestionale, salute ma anche numeri da far quadrare e girare attorno e dentro l’emergenza sanitaria del momento. E non v’è dubbio che Jole Santelli ha avuto e usato vista lunga e arguta, nel caso specifico. Scaffidi non è certo tra quelli che faranno sfigurare, se mai avverrà, la squadra speciale calabrese di esperti contro il Covid-19. Non si spiega diversamente, del resto, il suo stesso curriculum a partire dai primi e durissimi anni di gestione del piano di rientro dal debito sanitario di Calabria. Siamo agli albori dell’epopea di Scopelliti al comando e siamo anche all’autoconsegna della Regione nelle mani dei commissari, come è noto è autoprodotta la scelta della Calabria di affidare il ripristino dei conti in mano “straniera”. Dal luglio 2010 al dicembre 2013 Scaffidi si è occupato del piano di rientro sanitario della Regione e non è certo da addebitare sul suo conto se il piano poi non è mai riuscito a prendere la direzione giusta. Ora della taske force, per il momento da considerare al completo, ci sono anche l’ex direttore generale facente funzioni dell’Asp di Catanzaro, Gabriella Amalia De Luca, Martino Rizzo, Gianfranco Filippelli, Amedeo De Marco e Michele Puntoriere. Oltre a Santelli e al commissario Cotticelli, facevano già parte della super “squadra” il dg del dipartimento della Salute Antonio Belcastro, i direttori dei reparti di Malattie infettive e di Anestesia e Rianimazione degli ospedali calabresi, i responsabili dei dipartimenti di Prevenzione, oltre ai commissari delle varie aziende sanitarie. C’era pure Pallaria, prima della sua figuraccia a mezzo tv e prima dell’autocacciata dal comando della Prociv. Ora c’è da capire se il suo successore, Fortunato Varone, se la sente di entrare pure lui e con il “camice” dentro la taske force contro il Covid in qualità di numero uno della Protezione civile calabrese. Ci sono poi gli uomini di scienza nella squadra che si deve solo svegliare la mattina con in testa il Covid. Si va dall’infettivologo Benedetto Caroleo ai prof Unical Piero Hiram Guzzi e Pierangelo Veltri, del direttore di Malattie infettive del Policlinico San Matteo di Pavia Raffaele Bruno al direttore dell’istituto di Anestesia e Rianimazione Azienda Ospedale Università di Padova Paolo Navalesi fino a planare tra le braccia consolanti del direttore dell’Unità di Cardiologia del Policlinico tor Vergata di Roma Franco Romeo. Un gigante in materia di cuore, altro esempio dello Stretto capace di far luce al resto del mondo. Ma più d’uno è convinto che sul piano tecnico e gestionale della materia “emergenziale” dentro le corsie Santelli è con Scaffidi che può fare la differenza. Il medico e tecnico esperto che è stato capace di capovolgere vecchie logiche della pubblicistica applicata alla politica. Qui, con ogni probabilità, non si è al cospetto dell’uomo buono per tutte le stagioni (da Scopelliti fino a Dalila Nesci, indimenticabile lo scontro e la polemica in Aula per essere stato suo consulente fino a un millimetro dal comando dell’Asp di Vibo). Piuttosto, al cospetto, siamo alle prese con una figura di indubbie qualità professionali capaci di convincere tanto Scopelliti quanto i Cinquestelle, che all’epoca dell’avvio del Piano di rientro manco esistevano. E Santelli ci ha messo poco a prenderne atto, con buona pace di chi da domani potrà dire che inaspettatamente il suo di governo ha aperto niente di meno che ai post grillini. In tempi di Covidi, e di virus che tappa in casa la gente, semmai ha aperto alle competenze il che non è proprio una cattiva notizia di questi tempi…

I.T.