Tamponi fantasma in provincia di Cosenza

Da Sabato non se ne fanno più, se si fa eccezione per quelli effettuati all'interno dell'Annunziata. La fornitura non arriva e il dato della protezione civile regionale potrebbe essere falsato

Rogliano, Marzi, Santo Stefano di Rogliano, Bocchigliero, San Lucido. Chi sta male ma veramente male va in ospedale, i focolai sono quelli e le zone sono “calde” sono zone “rosse”. Passata la farsa pre-triage dell’ospedale dell’Annunziata si passa poi ai tamponi (obbligatori) per i sintomatici effettivi, non si scappa. Ma tutti gli altri che restano a casa? I parenti dei positivi e possibili positivi pure loro? E quelli che hanno frequentato il “giro” e avvertono sintomi? Chi sta male e sta rintanato in casa?
Se ne contano a decine a Rogliano, San Lucido, Bocchigliero. Ma di tamponi, da sabato, neanche l’ombra se è vero come è vero che l’Asp proprio il giorno prima di domenica ha inviato gli ultimi test. Da allora niente, niente di niente. Non si invia più nessun test così come previsto dal protocollo. Per un duplice sconcertante motivo. Da un lato è finita la fornitura di una ditta francese che non ha ancora inviato nuovi tamponi all’Asp (e non si capisce il perché). Dall’altro perché la distrubizione del kit da parte della Protezione civile regionale (prevista proprio per sabato pomeriggio) ancora latita. Morale della favola, nella provincia più grande della Calabria, quella con più gente dentro e con più potenziali malati, non si fanno più tamponi da sabato. L’Asp non viene rifornita né dall’impresa francese e né dalla Regione Calabria. E va da sé che in queste condizioni è piuttosto facile passare dai 100 positivi di sabato, su scala regionale, ai 13 di oggi. Se nessuno testa più i potenziali malati…

R.M.