Il manager dei topini, Belcastro e le incursioni di Report

Il dg del dipartimento Salute non nuovo alle “figuracce” su scala nazionale...

C’era ancora Milena Gabbanelli al comando della corazzata Report e Sigfrido Ranucci era il suo allievo prediletto quando le telecamere sono andate a immortalare il volto del dominus Belcastro alle prese con milionarie sperimentazioni sui topolini (un paio rattrappiti in una gabbia a scondinzolare…). Sembrava l’anticamera di un fil per pazzi ma era una inchiesta vera e propria su come venivano spesi i (nostri) soldi in sanità per la ricerca. Sperimentazione universitaria di Catanzaro “all’avanguardia” con i topini e le reazioni agli agenti patogeni in un clima surreale, con Belcastro che non risponde o balbetta alle domande e Report che sciorina i milioni spesi.
Rapporto sfortunato e “contabilizzato” negli anni quello tra Belcastro e Report, che l’altra sera lo ha mandato in onda a rassicurare i calabresi tra un servizio a Locri con tute da imbianchino per i sanitari e un paziente Covid recluso due ore in un’ambulanza. Ma è tutto ok per il dg alla sanità di Calabria che non è sopravvissuto solo ai topini e alle incursioni di Report.
Prima di approdare al vertice della Mater Domini di Catanzaro qualcuno si ostina a ripetere che da direttore generale contribuì ad affondare la Fondazione Campanella – privata – e fu piazzato anche poi a dirigere la Mater Domini – pubblica – dalla giunta regionale Loiero, di centrosinistra. Cambia il vento ma anche Peppe Scopelliti conferma lo stesso incarico a Belcastro, manager evidentemente double face, si direbbe. Poi la nomina è saltata per il clamore mediatico a proposito di una presunta illegittimità, ma tant’è. Appena il tempo di Oliverio sul trono e rieccolo al timone e confermato nel 2015 a capo dell’azienda ospedaliera dell’Università di Catanzaro. Un manager politicamente “benedetto”, buono per Loiero, per Scopelliti come per Oliverio che non perde molto tempo e lo fa dg al dipartimento Salute, nonostante figuri nell’albo dei papabili ma anche in quello di chi ha firmato bilanci poi bocciati nel corso degli anni. «Hanno attestato di essere in regola con l’art. 9 comma 7 della legge 22/2010, presente nel modulo per autocertificazione che ogni candidato alla direzione generale è obbligato a firmare. Sollecito la giunta regionale a rimuovere l’illegittimità già commessa con la nomina di Belcastro, nella proverbiale latitanza del dipartimento per la tutela della salute» ebbe a tuonare il Movimento Cinquestelle (quando era il Movimento) Ma Belcastro non lo ferma nessuno. Né i topini, né Report, né un albo nel quale non dovrebbe stare…

R.M.