Un “commissario” per il commissario

Cotticelli ha sfiorato la “cacciata” prima dell'ultimo summit ministeriale. Alla fine ha spuntato un'ultima occasione. Verrà affiancato da un tecnico di prestigio che ne seguirà passo passo le movenze all'interno di un piano concordato e “stretto”

Una figura tecnicamente di prestigio che lo “marcherà” ad uomo. Competente e di “settore” quanto basta per monitorare dal vivo tutte le movenze dell’ufficio del commissario al Piano di rientro dal debito sanitario della Calabria. Vista da qui, dall’esito dell’ultimo summit ministeriale sulla sanità di Calabria, non è andata benissimo per Saverio Cotticeli ma se il responso lo si osserva in filigrana da altra postazione, dalla “cacciata” che ha seriamente rischiato, si può tranquillamente controdedurre che l’ha spuntata il commissario alla sanità di Calabria. L’ha spuntata strappando sostanzialmente un’ultima occasione ma questo non vuol dire che non abbia rischiato seriamente di essere sostituito. Niente di personale, si apprende da fonti governative. Ma i conti complessivamente non tornano e non tornano in una misura difficilmente procastinabile. Come quando una squadra di calcio continua a perdere pur godendo della stima del mister da parte di tutti. Il presidente un pensierino all’esonero lo fa, poi è questione di dettagli e di sensazioni. A Cotticelli è girata così, è girata giusta in un contesto per niente roseo. E prima dell’ultima riunione, alla presenza di Urbani e del cerchio magico del ministro, le stelle hanno sorriso a metà. Inutile sostituire un commissario con un altro, avrebbe di fatto realizzato il comando del ministero. Più produttivo affiancare Cotticelli con una figura di peso e tecnicamente assai competente. Non chiamatelo però il “commissario” del commissario, questione di stile e di forma. Ma sostanzialmente questo sarà, un “sub” che controllerà e indirizzerà le azioni dell’ufficio del commissario verso l’unica direzione possibile. Un sentiero, un percorso stretto tracciato dal governo per uscire dalle secche di un mezzo disastro. Un “piano” nel piano di rientro, una specie di ultima strategia, per dirla all’italiana. Monitorata, seguita passo passo, “marcata” a uomo dalla figura che affiancherà Cotticelli e soprattutto da rendicontare con frequenza periodica accelerata. Si parla di un incrocio ogni venti giorni, più o meno, tra Catanzaro e Roma. Una supervisione a tutto tondo, senza che nulla lasci la Calabria al proprio destino e ai propri conti, che infatti non tornano mai. Immagina e prefigura la fine dei commissariamenti, la gestione Speranza. Ma un conto è desiderarlo, altro è tirare una riga e fare la somma dentro i numeri (sempre negativi). E allora accelera e “marca” Cotticelli che (per ora) salva la poltrona più alta della sanità di Calabria. La più formalmente prestigiosa. Non è dato sapere se sarà a breve anche la più “pesante”…

I.T.