«Il Csm non doveva fare il nome di Lupacchini»

Il legale dell'ex pg trasferito a Torino (depositato l'11 in Cassazione ricorso contro la cautelare) protesta contro la Prima commissione che nell'annunciare la visita a Catanzaro di lunedì e martedì ha fatto cenno al caso della presunta incompatibilità in Calabria

Ivano Iai, legale del Pg di Catanzaro Otello Lupacchini – trasferito con provvedimento cautelare dalla Sezione disciplinare del Csm – protesta per la nota con la quale la Prima Commissione di Palazzo dei marescialli annunciando che il 17 e 18 febbraio prossimi si recherà a Catanzaro e ascolterà i capi degli uffici giudiziari, ha fatto riferimento alla procedura per incompatibilità che aveva aperto nei confronti del suo assistito. Un riferimento «indebito e lesivo dei diritti e dell’immagine» di Lupacchini, afferma l’avvocato, che fa notare che sulla procedura “vige il segreto” e che la Commissione aveva «l’obbligo di sospenderla in pendenza del procedimento disciplinare».
«Occorrerebbe maggiore rispetto nei confronti del magistrato Lupacchini» sostiene ancora l’avvocato, facendo notare che si tratta «di una vicenda coperta da segreto per espressa deliberazione assunta dall’Organo di autogoverno» e che «sia la procedura in Prima Commissione, sia quella disciplinare, sia quella cautelare sono secretate e tuttora pendenti, quest’ultima davanti alle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione, a seguito di ricorso depositato in data 11 febbraio 2020». E in coda, Ivano Lai, conferma quella che poi era indiscrezione da “il Fatto” pubblicata nei giorni scorsi e cioè che Lupacchini avrebbe fatto ricorso in Cassazione avverso la procedura cautelare.

I.T.