Lsu/Lpu, Cgil: portare a compimento la stabilizzazione

 La Fp-Cgil e il Nidil-Cgil “in piena sinergia, solleciteranno gli incontri con gli enti al fine di portare a compimento le procedure di stabilizzazione di tutti gli LSU ed LPU calabresi rese possibili dopo anni di rivendicazioni ed oggi ancor più necessarie, dato l’alto tasso di pensionamenti che interessano tutta la Pubblica Amministrazione che, per essere efficiente e poter programmare le proprie attività, necessita di organici numericamente congrui e stabili”. Lo si legge in un documento delle due sigle sindacali.    “La pubblicazione della circolare del 30 gennaio da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica risponde alla sollecitazione che come Cgil – recita il comunicato – per il tramite della Regione Calabria, abbiamo attivato al fine di fare chiarezza sulle modalità di richiesta degli Enti locali relativamente alle quote di riparto del finanziamento a valere sul Fondo sociale per l’occupazione e formazione, stanziate in legge di bilancio, finalizzate alla stabilizzazione dei lavoratori Lsu della nostra regione”. “La circolare, condivisa con gli uffici tecnici del ministero del Lavoro e delle politiche sociali si è resa necessaria – prosegue la nota – per fugare i dubbi interpretativi sollevati da molte amministrazioni e per dare indicazioni applicative e strumenti operativi, quali il modello di richiesta di contributo allegato, che rendano omogenee le procedure fondate su informazioni precise e uguali da parte di tutti gli Enti che richiederanno il contributo. Inoltre, chiarisce che non essendo perentorio il termine del 31 gennaio 2020 per l’inoltro delle richieste, le amministrazioni avranno tempo fino al 20 di febbraio.Infine – scrivono Nidil e Cgil – vengono rammentate le utili deroghe che la legge di bilancio ha sancito, sia dal punto di vista dei tetti assunzionali che riguardo ai limiti finanziari, solo per le richieste di stabilizzazioni che perverranno nel 2020, per scrivere l’ultimo atto, atteso da anni, che mette fine alla condizione di precarietà e incertezza di migliaia di lavoratori calabresi che hanno contribuito con la loro presenza e l’impegno costante nelle amministrazioni locali a mantenere l’erogazione di importanti servizi di prossimità, essenziali per i cittadini”.