Il primario un po’ “malato” che ora sta più che bene

Il caso del direttore dell'Uoc di Ostetricia di Cetraro. Di fresca nomina. Esonerato dai turni di guardia a settembre mentre ora è lui stesso che li vuol fare...

  Si può anche star meglio di salute col passare delle settimane e dei mesi, la medicina a questo serve. Specie poi quando l’adrenalina (che fa bene assai alla salute) te la alza una promozione appena incassata sul posto di lavoro. E allora sì che ti senti di poter far tutto, anche mansioni per le quali eri stato esonerato giusto un paio di mesi prima. Pianeta sanità, emisfero Calabria, e sennò dove. Il 25 ottobre la reggente dell’Asp Erminia Pellegrini chiede alla Medicina del lavoro dell’Asp stessa parere – giudizio di idoneità per mansione specifica riguardo al dottor Angelo Cannizzaro, già visitato dalla stessa Unità operativa nel settembre scorso e giudicato “idoneo con esonero dei turni di guardia”. Cioè sta bene a settembre, Cannizzaro, ma non benissimo e comunque non al punto da esercitarsi anche nei turni di guardia. Medico sì, ma non senza frontiere. Successivamente lo stesso Cannizzaro riceve l’incarico di direttore dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia di Cetraro dopo la rinuncia, come è noto, del primo della terna e cioè il dottor Raffaele Misasi. Ora è appena il caso di ricordare che il contratto nazionale collettivo prescrive l’esclusione dai turni di guardia per i direttori di Uoc, per i primari come Cannizzaro quindi. Dopotutto, per questo tipo di mansione, era stato pure esonerato a seguito di un parere chiesto dalla reggente Pellegrini. Esonerato dal parere di Medicina del lavoro e ora con prescrizione del contratto nazionale per i primari ci si aspettava che tra i turni di guardia e il neo primario ci fosse una voragine e invece niente. La “sorpresa”. Perché ora, da primario, è proprio Cannizzaro che si inserisce nei turni di guardia ed è sempre lui che propone alla direzione medica del presidio ospedaliero di Cetraro di prenderlo in considerazione. Evidentemente, in poco meno di due mesi, sta decisamente meglio rispetto a prima. E poi si sa che la salute migliora sensibilmente in misura proporzionale rispetto agli incarichi che si ricevono, questione di adrenalina pura. Guarisce come nessuno. Certo viene da chiedersi che quota di considerazione conserva nella faccenda il contratto colletivo nazionale. A tal proposito c’è una garanzia a presidio rappresentata dal generale Cotticelli. E sennò che ci sta a fare da quelle parti. Magari gli sarà sfuggita la paradossale storiella di Cetraro. Un’altra ancora. Ma per poco, solo per poco… I.T.