Pd, 5mila firme contro le imposizioni “romane”

L’Assemblea regionale dei segretari dei circoli e degli Amministratori locali, riunita al Teatro Comunale di Catanzaro in data 27 settembre 2019, dopo un ampio confronto sulla situazione della Calabria e sulle prospettive politiche ed elettorali – svolto nel corso di queste settimane respinge con fermezza le azioni messe in campo dal Commissario regionale dello stesso PD il quale, violando le regole statuarie, cerca di impedire ai circoli e agli organismi intermedi di discutere e contribuire alle imminenti scelte relative alla prossime scadenze politiche ed elettorali. E’ in atto una campagna, assecondata anche dalle posizione espresse dal Commissario del PD, che considera la Calabria regione residuale nel panorama meridionale e nazionale, alimentando così un pregiudizio che rappresenta la nostra regione come una terra senza possibilità di riscatto. Non va consentito che la Calabria possa diventare merce di scambio nella contrattazioni politiche in corso a livello nazionale. E’ prioritario evitare il rischio di offrire una lettura sbagliata della realtà sociale e politica di una regione dove è in atto uno scontro tra conservazione e rinnovamento, tra assistenzialismo e sviluppo, tra trasparenza e illegalità. Una lettura unilaterale della realtà calabrese e una direzione burocratica dei processi decisionali da parte del Commissario del PD rischia, da una parte, di mortificare le forze che in questi anni si sono battute sul terreno del cambiamento e, dall’altra, di favorire un ritorno all’indietro riconsegnando la Calabria o alle forze che ne hanno determinato la crisi strutturale o a quelle prive di una reale cultura di governo. L’esperienza in atto del Governo regionale richiede, invece, una valutazione attenta e rigorosa. Pur consapevoli degli aspetti strutturali della crisi calabrese e della sofferenza dei ceti disagiati sul terreno dell’occupazione e dei servizi, sono innegabili alcune importanti realizzazioni nel campo delle infrastrutture e della mobilità, nella valorizzazione dell’ambiente e dei beni culturali, delle opere pubbliche destinate ai comuni e agli altri enti territoriali, nella lotta al precariato, nella formazione universitaria e nel diritto allo studio, nell’innovazione e nel rinnovamento del settore agroalimentare. Un’attività svolta nella trasparenza e nella legalità, basata sul principio inderogabile della lotta alle organizzazioni mafiose e ai centri di potere che ne hanno favorito la crescita e gli affari. Quest’attività deve continuare ed il lavoro svolto deve essere completato. I fatti e i comportamenti messi in campo in questi anni nel corso del lavoro della Giunta regionale guidata dal Presidente Mario Oliverio costituiscono uno dei motivi fondanti per la costruzione di un nuovo programma e di rinnovati obiettivi per un secondo mandato alla guida della Regione Calabria, con una coalizione di centro sinistra e forze civiche espressione delle positive esperienze realizzate in questi anni con gli amministratori locali, gli studenti universitari, il mondo dell’imprenditoria e della cultura. La linea, al contrario, di riprodurre automaticamente l’esperienza del Governo nazionale nei territori regionali, si appalesa al momento velleitaria e portatrice di contraddizioni e nuove forme di subalternità. Peraltro, tutto ciò senza considerare la specificità della situazione calabrese, dove l’ipotesi di un’alleanza tra PD e 5 Stelle è accompagnata da un giudizio offensivo e calunnioso da parte dei 5 Stelle sul PD. Non è pensabile che il processo di costruzione delle alleanze del PD in Calabria – compreso il confronto con il movimento 5 Stelle, peraltro sdegnosamente respinto dai dirigenti calabresi – si possa svolgere senza un’ampia discussione. Ciò deve avvenire, invece, a partire dal lavoro in corso della coalizione di centro sinistra e liste civiche, che il Commissario del PD ritiene di dovere disertare con una scelta di auto isolamento e di subalternità. Il Commissario del PD, al contrario, porta avanti una trattativa che rischia di politicizzare, così come sta già facendo Matteo Salvini, le elezioni regionali in funzione di un giudizio degli elettori sul governo nazionale. Sono assolutamente inaccettabili scelte imposte attraverso diktat perentori del Commissario regionale del PD in violazione delle regole statutarie e nel più assoluto disprezzo degli iscritti e degli elettori del PD calabrese. La Calabria non può essere trattata alla stregua di una “regione canaglia”. E certamente il Commissario, che è stato nominato per celebrare il Congresso, non può pensare di cancellare il vasto patrimonio di donne e uomini che costituiscono la struttura portante del PD calabrese. I democratici calabresi, in coerenza con la linea generale più volte espressa dal segretario nazionale Nicola Zingaretti, devono essere protagonisti e partecipi delle scelte relative al futuro della Calabria a partire dalla predisposizione del programma, dalla definizione delle alleanze, dalla scelta del candidato a Presidente della Regione e dalla selezione delle candidature per il Consiglio regionale. Al fine di rendere visibile l’azione e il pensiero dei territori, l’Assemblea da mandato ad una delegazione di chiedere un incontro alla Segretaria nazionale del PD nel corso del quale sarà consegnato e illustrato il presente documento e le oltre cinquemila firma raccolte tra gli iscritti del PD calabrese.