L’irreprensibile Magorno (con gli amici un po’ meno…)

Il caso di Diamante e del vecchio rudere da abbattere, anche se è di proprietà della famiglia del rettore dell'Unical (vecchia conoscenza del sindaco). E l'esecuzione tarda ad arrivare...

È posto di fianco “all’affaccio” di largo Savonarola che proprio l’allora sindaco Magorno ha fatto di tutto per demolire. Qualcuno voleva costruire niente di meno che un albergo nel cuore del centro storico di Diamante, siamo nel “giardino” del paese con vista mozzafiato sul golfo di Policastro. Il caso non ha faticato nemmeno a guadagnare la stampa nazionale, catalogato come braccio di ferro tra la difesa architettonica e paesaggistica del borgo contro “l’ecomostro” commerciale che si voleva edificare su di un antico “affaccio”. Battaglia vinta da Magorno definitivamente nel 2007. Niente albergo. Ecco, di fianco a questo “balcone” ecco in bella (e cattiva) mostra quello che a tutti gli effetti oggi è un rudere attualmente inguardabile, impresentabile, persino irriguardoso del resto del cuore di Diamante. Siamo sempre a largo Savonarola e da qualche tempo è persino ritornato lui al comando del municipio, il senatore Magorno appunto. Il sindaco che non c’ha messo molto già da questa estate a rimettere in pista Diamante e a far parlare di sé per alcune decisioni “balneari”, come quella di vietare il transito in costume ai turisti nel cuore del paese. Decoro, meno problemi di ordine pubblico, una edizione del Festival del Peperoncino tra le più riuscite e una balneabilità “mediatica” del mare difesa a denti stretti, talvolta anche contro foto social abbastanza sconcertanti a testimoniare il contrario.
Di tutto si può addebitare a Magorno tranne che non abbia preso a cuore la gestione del Comune, ben consapevole che non è secondaria la governabilità dei territori se si vuol restare a galla dal punto di vista politico. Con una mission a tratti tutta nuova, rispetto al primo mandato da sindaco. Provare a ridare a Diamante un volto più borghese e vivibile, rispettoso del posto in cui ci si trova. Un centro dal target da ricollocare verso l’alto dopo anni difficili. E quindi ecco Magorno “l’irreprensibile”, come lo chiama qualcuno. Il senatore che fa il sindaco che stavolta non ne vuole perdonare molte in paese. Tranne, evidentemente, quando si tratta di buoni e vecchi amici. E già perché quel vecchio rudere impresentabile da abbattere, coperto chiaramente da chissà quali vincoli, è di proprietà di una griffe familiare che sta molto a cuore proprio a Magorno. La famiglia del rettore dell’Unical, Nicola Leone. Vecchio e caro amico del sindaco e senatore. E qualcuno in paese inizia non solo a farsi qualche domanda, a proposito della demolizione che non arriva. Ma persino a darsi qualche risposta…

I.T.