《Non potevo desiderare una candidatura migliore》

Teatro comunale pieno a Catanzaro e bandiere del Pd per Mario Oliverio. 《Incredibile che Zingaretti non lo capisca...》

“Questa assemblea è un fattore di grandissima forza democratica, da cui il Pd dovrebbe partire”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, nel suo intervento all’assemblea regionale di numerosi circoli e amministratori del Pd, convocata a Catanzaro da 60 circoli per chiedere le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. “Nella discussione di oggi (ieri ndr)– ha esordito Oliverio – c’è tutto tranne che la volontà di ‘strappare’ anzi c’è la volontà di unire una importante forza democratica. E nessuno è permesso di dire che chi esprime una diversa valutazione è fuori dal Pd”. Nel suo intervento, Oliverio ha criticato il commissario del Pd calabrese, Stefano Graziano, e il responsabile nazionale del Mezzogiorno del partito, Nicola Oddati, che nei giorni scorsi hanno espresso nettà contrarietà alla convocazione dell’assemblea odierna. “Cosa ho fatto io di male, per essere oggetto di tanti turpiloqui da parte di Graziano e Oddati? A inizi di agosto hanno convocato una riunione per dichiarare, prima di tenere la riunione, che Oliverio è fuori: vi sembra una cosa normale? E quando ho chiesto di sapere la motivazione, non me ne è stata data una, anzi – ha rilevato il presidente della Regione – hanno dato un giudizio positivo sulla mia azione di governo regionale. Ho chiesto poi se c’erano alternative al mio nome, ma niente anche qui, l’importante era prima di tutto Oliverio di mezzo. E’ inaccettabile”. Oliverio ha quindi aggiunto: “Non ho mai anteposto la mia persona agli interessi collettivi, non ho mai detto ‘o Oliverio o la morte’. Sono stato proposto da tantissimi sindaci lo scorso autunno, da tantissimi circoli, da tantissime associazioni. Non ho mai detto: ‘io e basta’. Ho solo detto che si definisse un percorso, come le primarie, e che si mettessero in campo proposte, dando la parola ai calabresi. Ma niente di tutto questo. E ogni giorno il carico sempre più forte, a dire che Oliverio è fuori per dare vita a una nuova coalizione”.

“Questa assemblea è la migliore e più grande candidatura che abbia potuto avere”. Ha proseguito il presidente della Regione.
“Sono molto soddisfatto perché – ha detto Oliverio, che ha terminato il suo intervento tra gli applausi – questa assemblea esprime la forza di una comunità, quella dei democratici in carne e ossa, con centinaia di segretari di circolo, di sindaci, di dirigenti e di militanti, che rivendica il diritto a poter decidere. Qui non ci sono state tifoserie, ma solo una forte espressione di volontà sul diritto a poter decidere candidature, programmi, alleanze, il futuro di questa terra”. Parlando con i giornalisti alla fine del suo intervento, Oliverio ha poi osservato: “il commissario non è la cancellazione del partito, è solo la supplenza di un vuoti di organismi, ma il partito è qui. E il partito – ha sostenuto il presidente della Regione – dev’essere ascoltato, dev’essere coinvolto, dev’essere messo nelle condizioni di discutere, confrontarsi e decidere, perché oggi è stato reclamato a gran voce e all’unanimità. Tutti noi vogliamo essere messi nelle condizioni di decidere: nessuno può espropriarci di questo diritto”.

Oliverio ha quindi aggiunto: “Al segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, chiedo di non girarsi dall’altra parte rispetto a questa manifestazione larga di volontà, chiedo di ascoltare. Zingaretti in assemblea nazionale ha detto, e lo va ribadendo, che i territori decideranno sulle vicende delle elezioni regionali e comunali, allora – ha proseguito il governatore – in coerenza con questa affermazione non si chiuda la porta ma ci predisponga all’ascolto: si ascolti la volontà della stragrande comunità dei democratici calabresi, perché in questa assemblea c’era lo spaccato della comunità dei democratici calabresi, non una sparuta minoranza. A me interessa: chiedo al partito nazionale di non commettere l’errore di non guardare a queste energie e a queste espressioni di tantissimi dirigenti e amministratori, credo che il segretario Zingaretti, che è persona di grande equilibrio e responsabilità, non può andare contro la volontà di tanti calabresi che vogliono determinarsi e vogliono spingere la Calabria in avanti. E ricordo che l’altro giorno dietro Salvini sul palco a Cosenza c’era solo una immagine: battere Oliverio.
“Io – ha concluso Oliverio – sono orgoglioso della mia storia al servizio della Calabria, che rivendico, e orgoglioso di quello che ho fatto, ho avuto tante soddisfazioni, ma proprio per questo non rinuncio alla mia dignità perché questo significherebbe mortificare la Calabria. La Calabria è prima di tutto e dev’essere rispettata: viva la Calabria e viva il Pd calabrese. Ci vuole fiducia, fiducia, fiducia”.