Sanità, 《una clinica privata riconducibile a un parlamentare Cinquestelle》

Non fosse materia viscida di suo, ma di maledetto interesse pubblico e stratificato, la cosa andrebbe solo cestinata e lasciata al proprio destino. Destino “anonimo”, come sostanzialmente lo è la mail arrivata. Nè tantomeno può far scuola in alcun modo lo stile ibrido delle segnalazioni, la cronaca pura insegna nen altro. Ma dal momento che di sanità si tratta e dentro questo complesso e caldissimo perimetro ci si muove non è del tutto sconveniente prestare un pò di attenzione. Ad un parlamentare calabrese Cinquestelle sarebbe riconducibile, direttamente o meno, la fruibilità se non la proprietà di una struttura sanitaria privata. Chissà se clinica e chissà, soprattutto, se accreditata al sistema sanitario nazionale. Di per sè, va chiarito subito, se anche la “voce anonima” fosse autentica non costituirebbe certamente un illecito, figurarsi poi un reato. Altro è poi riflettere sull’opportunità o meno che il principale partito di governo nazionale, che tra l’altro detiene il “trono” della sanità, coltivi al proprio interno sia pur lontanamente conflitti di interesse. Tanto più in Calabria, dove il ministro Grillo con il suo “decreto” ci ha messo la faccia chissà però fino a che punto ancora illibata dopo le clamorose dimissioni di Schael (tutte da decodificare). Ma siamo certi, per tornare al presunto deputato grillino che avrebbe in dotazione altrettanta presunta clinica, che tutto questo è solo frutto di maldicenze. Anonime. Che però circolano, con insistenza…