E Zingaretti disse: Roma non imporrà candidature…


Chiamala Puglia, se vuoi. O Calabria, se vuoi far pure prima. Stesse rogne, stessi veleni, stesso fuoco amico all’interno del Pd. Sempre lo stesso Anche dentro il Pd del nuovo corso, anche dentro quello di Zingaretti. Nel Tavoliere c’è chi, tra i democrat, non vuole più che sia Emiliano il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, agitando spettri giudiziari. Come non far fischiare le orecchie da queste parti a chi, più o meno per le stesse ragioni, vuol far fuori Oliverio. Sicchè si arriva all’assemblea nazionale di oggi, del Pd. Si alza un delegato pugliese a proporre un ordine del giorno, da mettere ai voti. Dentro un proposito molto semplice, per il delegato. Un pronunciamento definitivo di Zingaretti contro la ricandidatura di Emiliano. Uno stop tombale. Ma più o meno a sorpresa ecco la risposta di Zingaretti…《Io ho detto o il partito cambia o non reggiamo più. Il principale cambiamento è un partito del noi che discuta, un partito federalista e regionalista. Per questo non ha senso votare a Roma chi candidiamo nelle Regioni, ovvio noi seguiamo le Regioni e per questo chiederemo ai compagni emiliani, pugliesi e calabresi quello che dovremo fare… 》. E le orecchie fischiano…