《Caro Travaglio, contro di me un “pregiudizio accusatorio” come dice la Cassazione》

Oliverio risponde al direttore de "il Fatto Quotidiano": Il magistrato che Renzi voleva ministro vale più della Suprema Corte?

Egregio direttore, Marco Travaglio.
Ho letto che nel Suo editoriale di prima pagina, pubblicato nella odierna edizione de il Fatto Quotidiano, mi utilizza per criticare il modo come la segreteria nazionale del Pd affronta il tema del rapporto tra il partito ed i suoi rappresentanti istituzionali investiti da indagini giudiziarie.
Presenta il suo editoriale quasi come finalizzato a dare più efficacia e forza ad un articolo a firma di Wanda Marra, pubblicato a pagina 8 nella stessa edizione odierna.
Le confesso che tanta attenzione è davvero stupefacente per una vicenda giudiziaria che i fatti narrano in maniera assai diversa dal Suo giornale.
Sembra quasi che la riflessione che Lei cerca di infondere fosse indotta dalla necessità di dare più credibilità ed enfasi ad ipotesi accusatorie che appaiono, anche ai lettori più sprovveduti, tanto risibili quanto inconsistenti ed infondate.
È per questo, probabilmente, che Lei per sostenere la critica verso il PD è costretto a fare leva sulla classificazione delle ipotesi di reato oltre che esporre una costruzione dei fatti ancora più forzata di quanto non faccia l’ufficio del pubblico ministero.
Lei stesso può verificare, anche per vie documentali, che il Suo editoriale opera una alterazione del merito del procedimento penale e rappresenta con toni ridondanti i reati attribuiti.
Lei afferma che “il processo riguarda gravi illeciti nella gestione degli appalti sull’avio superficie di Scalea, l’ovovia di Lorica e per di una piazza a Cosenza”.
Niente di più falso, perché l’Amministrazione regionale non ha bandito nessuno di questi appalti. E poi “la Regione aiutò Barbieri a mettere mani sui fondi europei”. Niente di più falso: la Regione non ha mai erogato, programmato o impegnato fondi di nessun tipo destinati a Barbieri.
Abbastanza fantasiosa è, poi, la descrizione che Lei fa intorno alla roboante ipotesi di corruzione. Anche dagli stessi atti giudiziari non si evince quello che Lei scrive, cioè che “Oliverio convinse a Barbieri a rallentare i lavori a Cosenza per danneggiare il sindaco di centro-destra e conseguire un tornaconto politico a danno della città”.
Inoltre, omette di scrivere che la richiesta di rinvio a giudizio, di cui non ho avuto ancora notifica e di cui alla data odierna non c’è ancora traccia presso l’ufficio del GUP, sopraggiunge dopo che la Corte di Cassazione ha sancito la insussistenza indiziaria e l’assenza di qualsiasi ragione che abbia potuto costringermi, per ben tre mesi, alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Lei, se non altro per rispetto della Sua professionalità, immagino sappia che la Corte di Cassazione ha addirittura affermato che esiste un fondato “pregiudizio accusatorio”.
Un pregiudizio accusatorio che, di fatto, è provato anche dal GIP il quale, nel rigettare la richiesta di una ulteriore misura restrittiva in una altra indagine denominata “passepartout”, di cui non mi meraviglierei se presto anche per essa si formulasse una ulteriore richiesta di rinvio a giudizio, ha sottolineato, anche qui, la mancanza di indizi di colpevolezza. Un pregiudizio che si era già potuto intravedere, quando a distanza di pochi giorni dalla notifica dell’obbligo di dimora, l’ufficio del GUP ha sentenziato il proscioglimento di fronte ad un’altra richiesta di rinvio a giudizio proveniente sempre dalla stessa Procura.
Penso, dunque, Lei possa convenire che la vicenda giudiziaria che mi riguarda non sia affatto da paragonare con nessuno dei casi citati nel Suo articolo.
Mi auguro, poi, che Lei non voglia assumere come garanzia di certificazione della infallibilità del pubblico ministero che ha sottoscritto le ordinanze giudiziarie, il fatto che Matteo Renzi lo volesse nominare Ministro, a dispetto della funzione e delle sentenze emesse da giudici terzi e dalla Corte di Cassazione. Se così non è, mi sento di affermare, allora, che il mio caso giudiziario sarebbe davvero meritevole di una Sua forte attenzione per un’inchiesta giornalistica, per conoscere e comunicare ai lettori le ragioni del pregiudizio accusatorio che anima l’ufficio della procura nei miei confronti e non, invece, per strumentalizzarlo in maniera più o meno interessata nelle manfrine della politica romana.