«Il voto europeo anche come “primarie” per spingere Wanda Ferro»

 Il candidato al Parlamento Ue per Fdi di Giorgia Meloni, Salvatore Ronghi, tira la volata a una «grande destra di governo e di territorio in vista delle prossime elezioni regionali»

 «Una grande destra. Di governo, saggia. Ma soprattutto popolare e che sta dentro le viscere del territorio. Che viene fuori dal territorio. Chiedo ai calabresi di “usare” questo voto europeo come se fosse anche un turno di “primarie” per cambiare finalmente la propria regione. E questo lo può fare solo una donna come Wanda Ferro…».

Salvatore Ronghi ha le rughe tipiche dell’esperienza sul viso. Di chi ne ha viste e ne sa abbastanza. Viene da lontanto la sua militanza politica e istituzionale e oggi corre per il Parlamento europeo nella circoscrizione Sud con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Ha una idea fissa in mente, che non a caso coincide anche con il logo del suo movimento, “Sud protagonita”. «Sì, Sud protagonista. Non ci sono alternative per noi meridionali e meridionalisti convinti. È arrivato il nostro momento, il momento di cambiare tutto… ». Già, ma come? «Senza fronzoli. Concretezza e idee forti. Tanto per cominciare un meridionalista convinto non potrà mai accogliere di buon grado l’assistenza e l’assistenzialismo. Che sono il contrario della dignità, che come è noto la dà solo il lavoro. Le mance non servono a niente. Dobbiamo essere più forti in Europa per imporre una fiscalità di vantaggio per le regioni del Sud. Una grande area per attrarre investimenti pubblici e privati». Non che siano mancati fondi a “pioggia” in questi anni, non è rimasto granché… «Ma sono “caduti” questi fondi spesso senza un progetto di ampio respiro alle spalle. Dal fiato corto. Per non dire dei miliardi di euro impantanati nelle pastoie burocratiche che è ora di snellire con forza. Le procedure debbono essere velocizzate. E poi è arrivato il momento di rivoluzionare il settore dei grandi appalti. Via le catene dei patti di stabilità nei fondi Ue per le grandi opere. Non ci possono essere tutti questi vincoli. Solo una stagione di grandi opere pubbliche, mirate ovviamente, è in grado di far ripartire il Sud del Mediterraneo. E se non riparte il Sud, questo è ormai chiaro pure ai finlandesi, soffre l’Italia e l’Europa intera». E tutto questo “pò pò” di roba con la classe dirigente che ci ritroviamo? «Eccolo il tasto per eccellenza, dolente. Noi di Fratelli d’Itallia stiamo lavorando soprattutto in questa direzione. E siamo convinti di aver “allevato” la migliore classe dirigente del Paese. Per vincere e governare e non solo per vincere senza poi saper governare. Guardi la Calabria, da troppi anni ormai senza un governo regionale degno di questo nome. Solo una grande destra di governo e di territorio può risollevarla». Sta dicendo che questo voto europeo lo si può intendere con “vista” sulle regionali? «Inizia un cammino, un percorso. Sì, anche con questo voto europeo in cammino poi verso le regionali senza contare che ci sono molti Comuni al voto il 26. Ma il dato europeo resta fondamentale». Ma Fratelli d’Italia che notizie ha del “tavolo” del centrodestra per le elezioni regionli calabresi? «Senta, siamo stanchi di dialogare attraverso la logica della spartizione. Noi siamo per la logica delle competenze e della terrotorialità. Sto girando molto in Calabria in questo periodo. E riscontro un grande entusiasmo per Wanda Ferro e la cosa mi rende oltremodo orgoglioso. E sa perché? Perché la gente ripone spontaneamente in lei grandi aspettative di rivalsa. Non solo gente di destra. Solo così non vince un partito, una logica spartitoria, ma un progetto. Vince la gente, vince il popolo calabrese. Chiedo ai calabresi di “usare” questo voto anche come primarie per cambiare la Calabria, con Wanda Ferro naturalmente, scelta e amata dalla gente. Ormai solo una buona e onesta classe dirgente può fare la differenza. Davanti all’onestà e alla competenza di chi ci governa non ha senso nemmeno parlare di bandiere di partito… ».

I.T.