Il caso Morra e il post “minaccioso” di Roberto Occhiuto 

 Il giorno dopo la clamorosa conferenza stampa di Forza Italia (con Santelli e Mulè) sulle presunte indagini “private” condotte dal presidente dell'Antimafia sul sindaco di Cosenza ecco apparire in Rete un messaggio (poco) subliminale che tira in ballo in qualche modo il figlio del senatore Pentastellato

Chi l’ha detto che dopo il fulmime arriva sempre il tuono. O che dopo una botta sismica seguono le scosse di assestamento. Accade talvolta anche che non accade nulla, almeno sopra il tavolo. Metti un vicepresidente della commissione Antimafia (Santelli) che partecipa da protagonista alla denuncia pubblica circa presunte indagini private svolte sul divano di casa dal presidente della sua stessa commissione (Morra).

E metti che non solo non succede niente ma nemmeno se ne fa cenno nel corso dell’Ufficio di presidenza dell’Antimafia che proprio oggi è andato in scena. Di quanta salute può godere una commissione così altisonante e prestigiosa se il vice denuncia che il capo fa l’investigatore abusivo e privato a casa sua prima di far recapitare il tutto al magistrato “gradito” (ipotesi queste tutte da verificare sul campo)? Eppure non succede sulla, se si fa eccezione per il senatore Gasparri.

Anzi, a pensarci bene qualcosa accade e nemmeno poi banale. Succede che dentro la piattaforma che ha sostituto anche nefastamente altre piazze (facebook) Roberto Occhiuto (indiscusso protagonista attivo della denuncia contro Morra) rientra in qualche modo sulla materia. E prova a fare il tuono che non c’è stato. O la scossa d’assestamento che t’aspettavi. Uitilizza un post sul social per redarguire sempre Morra a proposito del parlare a nuora perché suocera intenda. Scrive il deputato Roberto che Morra avrebbe sbagliato sulla stampa a replicare a lui tirando in ballo il fratello sindaco (cosa peraltro non del tutto vera perché Morra proprio al deputato ha subito replicato) e che la prossima volta lui adotterà la stessa “moneta”. E che per parlare di Morra non si riferirà al Morra medesimo ma al figlio. Sì, al figlio. Due brevi stropicciate di occhi e poi subito un paio di domande. Siamo al cospetto di una satira mal riuscita? Una battuta e neanche di ottimo gusto? Oppure Roberto Occhiuto ha provato la metafora parentale e ha pescato nel mazzo? Siamo invece più semplicemente (o probabilmente) di fronte al degrado assoluto della comunicazione politica e tra politici? O c’è invece dell’altro? Qualcosa che ci sfugge? Perché Roberto Occhiuto tira in ballo il figlio di Morra nel suo “insidioso” post? Chissà, magari lui stesso un giorno lo spiegherà.

Il senatore Gasparri, dicevamo. Lui sì che l’ha ripresa la conferenza stampa a propisito delle presunte indagini “private” di Morra. «Ma le indagini le devono fare gli organi pubblici a ciò preposti o singoli confondendo ruoli e competenze?» si chiede e chiede Gasparri. «Con una interrogazione analoga a quella presentata alla Camera dai colleghi di Forza Italia – continua – chiedo immediate risposte alle iniziative assunte dal parlamentare grillino Morra, che si è impegnato in registrazioni, attribuzione di incarichi nella commissione Antimafia che evidenziano condotte che lasciano sbalorditi. Morra ha registrato affermazioni che ha poi consegnato a persone che poi ha chiamato a collaborare con lui una volta diventato presidente della commissione parlamentare Antimafia. È un modo corretto e accettabile di agire? Erano consapevoli di essere registrate le persone che incontrava Morra? Nessuno è sottratto al rigore della legge. Nemmeno Morra. Abbiamo già denunciato la singolare tempistica delle contestazioni avanzate nei confronti di Mario Occhiuto, “colpevole” di volere un importante museo a Cosenza. Ora scopriamo attività e intrecci inquietanti sui quali chiameremo in causa istituzioni militari, governative e giudiziarie. Assistiamo a modi di procedere incredibili e speriamo che esistano sedi in grado di far prevalere il diritto e capaci di stroncare condotte assurde. Si delineano – conclude Gasparri – traffici di influenze e violazioni gravissime. Non saremo inerti di fronte a quanto vediamo con sconcerto. Vogliamo che l’autentica legalità spazzi via modi di agire indefinibili».

I.T.