Rende, i De Rango con Talarico: il grande strappo nel “principato”

Lo storico cognome sempre a fianco di Sandro Principe diventa simbolo di un passato che difficilmente può tornare

Chi se ne intende di cose rendesi, cognomi compresi ovviamente, sa bene che si contano tra le dita di una mano quelli che hanno segnato il tempo. Che hanno “edificato” non solo cemento ma anche sodalizi, borghesia, impresa, potere a Rende. E benessere. Uno di questi è certamente quello dei De Rango, fino all’altro ieri legato a doppio filo al destino politico e umorale di Sandro Principe. Fortune e percorso riformista insieme, con Raffaele De Rango a scalare posizioni da leadership in confindustria e nel cda di banche importanti. Il sodalizio nel ventre di Rende e nel cuore del “principato” più o meno all’improvviso si rompe. Non senza colpi bassi. E diventa simbolo, la frattura, di un tessuto sociale e borghese della città che vuol cambiare il presente di Rende, rimuovendo Manna, senza ricorrere alle cure anche “sbagliate” del passato. La discesa a fianco di Mimmo Talarico di Raffaele De Rango va esattamente in questa direzione. Con due “rotture” che si porta dentro. Una con il presente grigio di Rende, depresso andante nel tessuto borghese. L’altra con passato, con il “ventre” di una città che non ama chi la governa ora ma nemmeno le ricette di un modello irripetibile. Per certi aspetti anzi da tenere lontano. Mimmo Talarico del resto, ex consigliere regionale e per una manciata di voti anni fa mancato primo cittadino, è lì per questo a correre. Con una coalizione del tutto civica e non replicabile altrove e con un modello ancora mai sperimentato a Rende offre due vie d’uscita. E senza tema di smentita, nel senso che rappresenta un inedito. La prima, di via d’uscita, dalla regnanza di Manna. Per alcuni sarebbe come porre fine al grande sonno di Rende. L’altra via d’uscita che offre Talarico è proprio contro la paradossale nostalgia del suo passato. Che è anche suggestivo ricordare, ma che può essere persino pericoloso reiterare…