Decreto sanità, Oliverio pronto a ricorrere alla Consulta

È già pronto a impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo che riduce i poteri alla Regione riguardo alla sanità. Anzi, Mario Oliverio spiega che una prima decisione la Consulta la darà a luglio e riguarda i due super commissari nominati dal Consiglio dei ministri nelle scorse settimane. Il presidente della Calabria risponde alla ministra alla Salute Giulia Grillo, che in una intervista aveva preannunciato l’atto di oggi del Consiglio dei ministri nel quale tra l’altro si toglie la possibilità al governatore di nominare i direttori generali e impone di passare dalla Consip per gli acquisti.

“In questo modo rafforzano un’esperienza fallimentare – attacca Oliverio – Non è vero come dice la ministra, che evidentemente non è stata informata o è stata informata male, che negli ultimi dieci anni la gestione della sanità è stata in capo alla Regione. C’erano già i commissari e dalla fine del 2014 hanno controllato tutto persone nominate dal Governo”.

Oliviero vuole sottolineare come la strada da percorrere avrebbe dovuto essere diversa. Visto che i commissariamenti c’erano già e non hanno funzionato, non bisogna rafforzarli ma ridare il controllo della situazione all’amministrazione locale. “Il potere centrale che si è sostituito a potere ordinario regione nel corso di questi dieci anni ha mostrato sul campo di fallire. Nel 2010 i calabresi che andavano a curarsi fuori costavano alle casse regionali 200 milioni, adesso la cifra è salita a 320”. Il tutto non sarebbe dovuto alla giunta.

“È vero che i direttori generali venivano nominati dal presidente ma poi rispondevano al commissario, che si occupava della programmazione sanitaria e delle risorse. In questi anni non abbiamo fatto nemmeno un atto deliberativo di giunta sulla sanità e se doveva essere aperto un servizio o fatto un bando per assumere un primario se ne occupava sempre il tecnico incaricato dal governo. Nominare i manager della aziende sanitarie e ospedaliere non vuol dire controllare la sanità, come dice la ministra, perché poi il loro lavoro era svolto con il commissario.

Riguardo agli acquisti dei beni sanitari, abbiamo una centrale unica regionale, per questo mi chiedo come mai passino tutto a Consip”.
Il governatore annuncia un nuovo ricorso alla corte costituzionale. “Del resto l’ho già fatto quando sono stati nominati i commissari”, spiega. “Visto come è andata con i commissari dovrebbero piuttosto ridare funzioni al potere ordinario, magari con l’accompagnamento e il sostegno di quello centrale”.