“La sanità in Calabria è ai confini della realtà”

Chiesto un decreto speciale al governo per mettere mani nella sanità di Calabria che ha un disavanzo di 127 milioni

E’ partito da Locri il “tour” del ministro della Salute, Giulia Grillo, nella sanità calabrese. Nelle corsie dell’ospedale il ministro ha incontrato medici e personale. “Sono a Locri – ha dichiarato su Facebook – prima tappa del mio viaggio in Calabria. La grave condizione della sanità calabrese è ormai sotto gli occhi di tutti e i cittadini onesti non lo meritano”. Come era previdibile, la tappa reggina del ministro della Salute Giulia non poteva non iniziare che dall’ospedale di Locri, diventato un simbolo dello sfascio della sanità calabrese dopo le recenti inchieste giornalistiche che hanno fatto luce sulle criticità della struttura. Il ministro si è presentato nell’ospedale della Locride accompagnata dal Commissario per il piano di rientro, Generale Cotticelli. Era stata, nei giorni scorsi, la trasmissione “Le Iene” ad accendere i riflettori su alcune situazioni di degrado riscontrate nella cittadina del Reggino.

“Quello che ho visto a Locri è terribile – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa tenuta nel primo pomeriggio di oggi presso la Prefettura di Reggio Calabria. – I Nas hanno completato un’ispezione a gennaio e ci sono alcuni dati scioccanti: 1.765 medicinali scaduti in Pneumologia, ascensori, sterilizzatori, gruppo elettrogeno non omologati. E non si tratta solo di reati penali, ma anche di mala gestione dal punto di vista amministrativo”. Il nosocomio di Locri, ha aggiunto la ministra, versa in una “situazione strutturale terribile, nonostante gli sforzi di alcuni sanitari”.

Condizione analoga all’ospedale di Polistena: “Anche lì ci sono carenze di organico spaventose, pur essendo state previste mille assunzioni con lo sblocco del turn over, non è stato bandito alcun concorso. Ci sono pochissimi medici e infermieri. A Polistena l’osservazione breve intensiva è chiusa, la sala emergenze è chiusa, c’è una sola ambulanza medicalizzata”.

Una situazione quella della sanità calabrese che la ministro Giulia Grillo ha definito “allucinante”, “ai confini della realtà”. È per questo che ha deciso di presentare al Consiglio dei ministri un decreto straordinario che preveda “laddove fosse necessario” la sostituzione dei direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere e dei direttori sanitari e amministrativi. La ministra ha già chiesto l’appoggio del premier Conte e dei ministri e il decreto straordinario annunciato “andrà a favore della Calabria perché la sanità non sia più indegna”.

Il disavanzo della sanita’ in Calabria e’ di 127 milioni di euro. Lo ha comunicato oggi a Reggio Calabria il ministro della Salute, Giulia Grillo, che ha incontrato la stampa in Prefettura dopo che in mattinata ha visitato gli ospedali di Polistena e Locri. Il disavanzo non e’ ancora ufficiale, e’ stato trasmesso solo ieri sera dalla Regione Calabria ai commissari per il piano di rientro dal deficit sanitario.
“E’ peggiorato il disavanzo sanitario – ha affermato il ministro Grillo – siamo a 127 milioni di euro, di cui 28 milioni di euro extra gettito, il che significa che non si sa come si dovranno pagare questi 28 milioni di euro. Il timore e’ che debbano essere gli stessi cittadini calabresi a metterci dei soldi di tasca propria perche’ dei temerari per non dire degli irresponsabili che dovevano amministrare correttamente le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere non hanno fatto il loro dovere, anzi”. Il ministro quindi ha reso noti i dati del disavanzo nelle province calabresi: “abbiamo l’Asp di Cosenza che chiude con meno 32 milioni di disavanzo, l’Asp di Crotone con meno 32 milioni di disavanzo, l’Asp di Catanzaro con meno 40 milioni, l’Asp di Reggio Calabria con meno 22 milioni, l’Asp di Vibo in pareggio perche’ non eroga i servizi non perche’ sono bravi. L’azienda ospedaliera di Catanzaro ha chiuso con meno 28 milioni, l’azienda ospedaliera del Policlinico meno 21 milioni, Reggio Calabria meno 14 milioni. Abbiamo 244 unita’ di personale sanitario in meno rispetto al 2017 nonostante fossero stati sbloccati mille posti per assumere medici. Un quadro – ha concluso il ministro Grillo – che definire allucinante e da incubo e’ dire poco”

DECRETO AD HOC IN ARRIVO

“Ho chiesto l’appoggio del presidente Conte, dei ministri dell’Interno, dell’Economia, della Giustizia, per presentare un decreto speciale a favore della Regione Calabria per aiutare la sanita’ dei cittadini calabresi, affinche’ non sia piu’ una sanita’ indegna di questo Paese”. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Giulia Grillo . “Abbiamo redatto – ha spiegato il ministro – una bozza di decreto che a breve verra’ posta all’esame dei ministri e del presidente del Consiglio. E’ una decreto che prevedera’ diverse misure, una di queste riguardera’ la sostituzione dei vertici, laddove sara’ necessario, delle aziende sanitarie e ospedaliere, non solo dei direttori generali ma anche dei direttori sanitari e amministrativi. Che non sia mai piu’ che un direttore sanitario dice “non sono io che devo fare queste cose”.

Oltre alla sostituzione dei vertici, il decreto annunciato dal ministro della Salute Giulia Grillo per la sanita’ calabrese prevede anche altre misure che lo stesso ministro ha illustrato nel corso dell’incontro con la stampa tenuto oggi nella prefettura di Reggio Calabria. “Coordinamento con la normativa antimafia – ha affermato il ministro – se ci sara’ la necessita’, e l’ampliamento delle facolta’ commissariali in caso di scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose, perche’ purtroppo abbiamo valutato anche aspetti molto pesanti da questo punto di vista. Un obbligo di gestione straordinaria per gli enti in dissesto finanziario con gravi irregolarita’ nella gestione contabile e quindi relativa separazione della gestione ordinaria. Un esempio eclatante – ha sottolineato il ministro – e’ la contabilita’ dell’Asp di Reggio Calabria, il fatto che non c’e’ contabilita’ dell’Asp di Reggio. Dovremo prevedere delle vere e proprie misure straordinarie di gestione fallimentare, purtroppo a questo siamo arrivati. Obbligo di avvalersi delle centrali di committenza nazionali come Consip oppure Invitalia per l’edilizia sanitaria o di altre regioni per appalti e forniture. Lo so che Consip non e’ la panacea, pero’ in questo momento c’e’ la necessita’ di prevedere uno strumento di intervento diverso. Anche rispetto a delle strutture convenzionate che possono avere problemi di infiltrazione, anche li’ – ha spiegato il ministro Grillo – stiamo valutando una procedura di amministrazione straordinaria.