In polemica con Censore è fuga di massa dal Pd

A Serra San Bruno lasciano il partito il vicesindaco, un assessore e un consigliere. 《Solite tecniche di conservazione delle poltrone》

Se quel poco di Pd rimasto in giro se la dà a gambe. Letteralmente a gambe. Accade a Serra San Bruno, “recinto” non a caso di Brunello Censore. Proprio in polemica con questa “regnanza” (e con le sue tecniche) decidono di lasciare il partito il vicesindaco, un assessore e un consigliere comunale. Il perchè è presto detto, in una nota. La composizione delle liste per l’assemblea nazionale del partito avrebbe manifestato le solite liturgie di accaparramento delle postazioni “eleggibili”. Come è noto Censore si gioca non poco domenica dietro i gazebo. Insieme a Guccione ha deciso di sfidare la principale (e ufficiale) lista di Zingaretti con un’altra da contrapporre sempre sostenendo il governatore del Lazio. Una conta interna in pieno stile, con tutte le conseguenze del caso in termini di composizione delle liste. E proprio contro queste tecniche di “accaparramento” che i tre di cui sopra hanno deciso di abbandonare il Pd. E proprio dal “regno” di Censore. Ma leggiamo cosa scrivono Giancotti, Albano e Lagrotteria.
Il Pd perde pezzi anche a Serra: lasciano vicesindaco, assessore e consigliere

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I tre componenti dell’amministrazione Tassone: «La lezione del 4 marzo non è servita, c’è chi continua a nutrire la propria sete di potere»

Il Comune di Serra

POLITICA

Il Partito democratico di Serra San Brunoperde pezzi, e si tratta di pezzi importanti dell’amministrazione comunale in carica guidata dal sindaco Luigi Tassone. Il vicesindaco Valeria Giancotti, l’assessore Brunella Albano ed il consigliere Walter Lagrotteria decidono di chiudere il loro rapporto politico con i democratici, pur continuando ad esercitare le loro funzioni in capo all’amministrazione. La decisione giunge al termine di una lunga riflessione su quanto fatto dal partito a cominciare dalle politiche: «Le ultime elezioni del 4 marzo hanno mandato un segnale forte e chiaro al Partito democratico? Tralasciando la evidente quanto scontata risposta – affermano i tre – l’ulteriore quesito che ci poniamo è: il Partito democratico ha colto appieno il grido di disaffezione che i suoi militanti astenendosi o votando contro hanno urlato? Pare proprio di no».

Gli amministratori serresi attaccano chi, «ancora una volta, con sconvolgente prepotenza», ha scelto di «proporre gli schemi del passato, quelli della peggiore partitocrazia»; chi si è lanciato nella «solita corsa al confezionamento precostituito di liste per prenotare uno o più posti all’assemblea nazionale o regionale»; attaccano, ancora, la «spasmodica sete di potere e la patologica voglia di preservare uno o più status quo». Da qui la conclusione: «Chi come noi aveva scelto di militare in una casa democratica ricca di valori e di storia ed aveva immaginato che davvero il Pd potesse competere con le sfide che questo paese in affanno ci riserva, oggi di fronte all’ennesima prepotente ed insensibile accelerazioneverso una rotta buia, si ferma, riflette ed in mancanza di una prospettiva politica coerente e concreta guarda a nuovi orizzonti. È giusto precisare, considerato il nostro ruolo di amministratori del Comune di Serra San Bruno, che il nostro percorso amministrativo – concludono Giancotti, Albano e Lagrotteria – continua senza tentennamenti. Il movimento “La Serra Rinasce” a livello comunale continuerà ad essere la nostra casa comune».