Dati emigrazione sanitaria, Guccione: se ne discuta in Consiglio

 Nel corso della Terza Commissione “Sanità, Attività sociali, culturali e formative” è stato audito il direttore generale del Dipartimento Salute, Antonio Belcastro, che ha illustrato quello che è emerso nella Conferenza delle Regioni in merito all’emigrazione sanitaria passiva.
“La Regione Calabria, solo dopo 4 anni e mezzo dall’inizio di questa legislatura, – commenta Carlo Guccione – ha inteso contestare alcuni aspetti dell’emigrazione sanitaria passiva calabrese nei confronti delle altre regioni facendo emergere alcuni evidenti distorsioni. Per esempio, è stato accertato che alcuni pazienti non residenti in Calabria hanno gravato sull’emigrazione passiva calabrese e, inoltre, migliaia di ricoveri di calabresi in altre regioni sono risultati inappropriati e quindi non potevano essere a carico della sanità calabrese regionale”.
“Dopo una lunga trattativa – spiega il consigliere regionale democrat –  è stato accertato un risparmio di 22 milioni di euro. Ciò è avvenuto dopo quel minimo controllo che il Dipartimento Salute e la Giunta hanno effettuato, ma che dovevano e potevano esercitare in questi quattro anni e mezzo facendo risparmiare almeno 200 milioni di euro”.
“Ritengo che questa drammatica situazione emersa solo oggi, debba essere discussa con urgenza in Consiglio regionale, dove si dovranno prendere le adeguate contromisure. Entro fine marzo  – dichiara Guccione – vanno trovate tutte le soluzioni necessarie per evitare il blocco del turn-over e l’aumento di Irap e Irpef alle aliquote massime”.
“Il disavanzo della sanità pubblica al 31-12-2018 era di 215 milioni, già oggi è sceso a 120 milioni di euro. Vanno trovati  – conclude il consigliere regionale – ulteriori 20 milioni per impedire che per chiare responsabilità e un pressapochismo dilettantesco la Calabria rischia un’ulteriore penalizzazione per la sanità regionale”.