Sanità, Tallini: fondi insufficienti per l’assistenza territoriale

“Apprendiamo con soddisfazione che l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ha provveduto alla firma dei contratti con i privati per le prestazioni di assistenza sanitaria territoriale evitando cosi, dal primo gennaio 2019, a migliaia di utenti ricoverati di rimanere senza l’adeguata assistenza”. Lo dichiara il consigliere regionale Domenico Tallini (Fi), ricordando che si tratta “di pazienti non autosufficienti, non assistibili al domicilio, affetti da gravi disabilita’, per cui non possiamo che plaudire all’azione del direttore facente funzioni Giuliano che ha mantenuto l’impegno preso nell’audizione in Commissione sanita’ allorquando ha illustrato il grave pericolo incombente verso questa utenza essendo stata abrogata, nel nuovo schema di contratto, la norma che prevedeva la prorogatio degli stessi sino alla nuova sottoscrizione. Ma l’audizione del dott. Giuliano – dice Tallini – ha permesso, altresi’, di comprendere nei dettagli il problema che presenta questo settore della sanita’ territoriale dove si registrano lunghe liste di attesa per i ricoveri perche’ i fondi destinate a queste prestazioni sono sottostimati e quindi inferiori all’effettivo fabbisogno riscontrato e documentato dagli uffici della stessa Azienda sanitaria preposti al riconoscimento delle patologie invalidanti per autorizzare il ricovero stesso. Si tratta di prestazioni che rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), assolutamente insufficienti come costantemente richiamato nei verbali ministeriali sottesi al Piano di Rientro del debito sanitario senza, pero’, che alcun provvedimento in tal senso sia stato mai intrapreso”.
Per questo motivo, ricorda, nell’ultima seduta del Consiglio regionale, a seguito dei lavori in Commissione sanita’ sul tema, e’ stato presentato ed approvato all’unanimita’ un ordine del giorno, a firma del presidente Mirabello, che impegna la Giunta regionale e il dipartimento a farsi carico di affrontare con urgenza questo problema con la nuova struttura commissariale, perche’ in una fase di riordino del sistema sanitario regionale si puo’ anche capire che i calabresi affrontino l’emigrazione sanitaria per interventi ad alta complessita’ ma non si puo’ piu’ sopportare che per l’assistenza agli anziani ed ai soggetti piu’ fragili si debbano registrare lunghe liste di attesa, che spesso risultano vane considerata l’eta’ dei richiedenti, o ad assistere a ricoveri in strutture di altre province del territorio dell’assistito, provocando disagi notevole ai familiari, costretti a percorrere centinaia di Km al giorno per stargli vicino o addirittura, per come si sta gia’ verificando, costringerli in ricoveri fuori dalla nostra regione anche solo per prestazioni di assistenza sanitaria continuativa e riabilitativa. Ci sono, pertanto, – conclude – motivi di carattere sociale, sanitario, di rispetto per quanto previsto dal Piano di rientro, e di umanita’ che non possono tollerare piu’ alcun ritardo o rimbalzo di responsabilita’ tra Commissari, Dipartimento ed Aziende sanitarie come e’ avvenuto fino ad oggi”.