“Onore e orgoglio per i ragazzi di Torre Melissa”

I giornali a grande tiratura sono stati avari nel raccontare dello sbarco di 51 migranti curdi a Crotone arrivati davanti a Torre Melissa con una barca a vela rovesciatasi sugli scogli a poca distanza dalla riva.
Quasi in parallelo si era conclusa la vergognosa e penosa vicenda dei 49 migranti trattenuti per 19 giorni nelle acque di Malta in attesa che l’Europa decidesse della loro sorte. Alla fine , anche per la paziente mediazione dell’Italia, 8 Stati si sono offerti di ripartirli pro-quota: a chi dieci, a chi cinque, a chi due. All’Italia ne sono toccati dieci, “caricati” alla Chiesa Evangelica. Che dire? Questa Europa o cambia o si dà ragione a chi sostiene che se ne può fare a meno, ed io a scanso di equivoci sono affinché l’Europa cambi e finalmente diventi Stati Uniti d’Europa. Ma a Torre Melissa, nella Calabria degli indicatori socio-economici negativi, ultima in tutte le classifiche per le sue storiche e irrisolte fragilità, agli occhi del mondo, è accaduto qualcosa di molto diverso che restituisce all’umanità intera un valore in progressiva e cinica dspersione che è quello della vita umana, quale che sia il colore della pelle e la terra di provenienza.
Non era ancora l’alba quando la barca a vela con i 51 migranti è andata a incagliarsi sugli scogli davanti alla spiaggia di Torre Melissa. Le grida, i pianti hanno svegliato i titolari dell’hotel prospiciente il mare che hanno dato l’allarme chiamando per primo il sindaco. Non c’era un minuto da perdere ed il sindaco è stato il più lucido nel valutare la situazione ,appellandosi direttamente all’aiuto della popolazione .
E qui è accaduto ciò che può sorprendere chi non conosce la Calabria e l’Italia del Meridione, da Napoli a Palermo. Nel giro di pochi minuti sono arrivati i primi soccorsi: semplici cittadini , giovani sollecitati dai genitori a raggiungere la spiaggia, a dare aiuto. Veniva utilizzato un pattino per trasferire a terra donne e bambini mentre per soccorrere chi stava per annegare non hanno esitato a buttarsi in acqua i ragazzi emotivamente più coinvolti. Si è formata una catena umana, dagli scogli alla spiaggia, che si è sciolta quando l’ultimo dei 51 era stato messo in salvo. Fradici e lividi per il freddo, soprattutto i bambini, hanno trovato accoglienza e calore nei tanti che erano giunti con coperte , vestiario e strumenti di primo soccorso.
Questa l’alba di Torre Melissa ,in Calabria, dove 51 esseri umani sono stati salvati senza chiedere permesso a nessuno a fronte di una Europa che si è immiserita nella ripartizione fra 8 nazioni di 49 disperati tenuti in mare per 19 giorni. La calabria è questa, terra di ospitalità e di emigrazione, terra di cuore e di passione.
Vorrei che alla popolazione di Torre Melissa venisse riconosciuto, da parte delle istituzioni pù alte, il valore del suo comportamento, ai ragazzi che si sono buttati in acqua la generosità del loro gesto, alla Calabria l’onore e l’orgoglio di essersi classificata questa volta “prima”, agli occhi del mondo, nel rispetto dei valori umani e del diritto alla vita.

Orlandino Greco