Minniti rinuncia alla candidatura a segretario del Pd

Marco Minniti ufficializzerà il ritiro della disponibilità a correre da segretario in una conferenza stampa convocata per le ore 18.30. “Sono venute meno le condizioni per un mio impegno in prima persona al servizio del partito”. Questo è quanto riferisce l’Ansa.

Il ritiro dalla competizione congressuale di Marco Minniti è appesa a un filo. Alcune fonti parlamentari danno l’ex ministro ormai deciso a fare marcia indietro e, per certificare la decisione, avrebbe gia’ pronta l’intervista ad un quotidiano nazionale per argomentare la sua decisione. Se le voci raccolte dall’Agi dovessero essere confermate, si avvierebbe un rimescolamento delle carte del congresso in corso, con i renziani che si troverebbero di fronte alla necessita’ di scegliere uno dei candidati gia’ in campo o esprimere un proprio candidato d’area. In merito a questa seconda ipotesi, circolano gia’ i nomi di Teresa Bellanova ed Ettore Rosato, mentre sarebbe piu’ staccato Lorenzo Guerini, uomo su cui Renzi punta da tempo per mediare con le altre correnti ma, soprattutto, impegnato con le attivita’ del Comitato per l’ordine e la sicurezza della Repubblica, di cui e’ presidente. Le ‘diplomazie’ sono ancora al lavoro per cercare di evitare lo strappo, la strada e’ in salita, ammette piu’ di una fonte. “Di certo c’e’ solo che domani argomentera’ la sua posizione. Non e’ affatto detto che si ritiri”, spiega chi sta seguendo la vicenda. La scelta di convergere su Minniti era stata avallata dallo stesso Matteo Renzi, ma l’ex premier ha subito chiarito l’intenzione di non essere coinvolto nel dibattito congressuale. Ma l’attivismo dell’ex segretario sul fronte dell’organizzazione dei comitati civici unito alla sua ‘lontananza’ dalle questioni congressuali avrebbe innervosito a tal punto Marco Minniti da portarlo vicino al clamoroso ripensamento. La richiesta sul tavolo sarebbe perlomeno che il progetto di Renzi non si strutturi politicamente prima del congresso e delle Europee. Una ‘exit strategy’ che trova concordi i renziani, ma Minniti vuole garanzie direttamente dall’ex segretario dem, e chiede – sottolinea un renziano – un suo diretto coinvolgimento nella campagna per le primarie. “Io sono fuori dal dibattito del Pd”, ha ribadito anche questa mattina l’ex presidente del Consiglio a Bruxelles. Con i parlamentari europei ha eluso il tema della possibilita’ di dotarsi di un proprio partito, ha spiegato un parlamentare dem, spiegando solo che queste elezioni europee saranno difficili e che serve una netta scelta di campo anti-sovranista. Nel mirino di Renzi ci sono solo Matteo Salvini e Luigi Di Maio, anche se la tentazione di portare avanti un piano al di fuori del Pd e’ sempre forte. “L’importante – spiegano altri fonti del Nazareno – sarebbe capire i tempi, perche’ e’ chiaro che se Renzi volesse accelerare sarebbe un danno per tutto il partito”.