Regione, passa il Defr

Con 5 assenze (4 nel centrodestra tra cui Gentile e una nel centrosinistra) e l'astensione dei "moderati" la maggioranza (a fatica) tiene: risultato finale 15 voti a favore e 9 contro

Dopo un dibattito lungo piu’ di cinque ore, concluso dall’intervento del governatore, Mario Oliverio, il Consiglio regionale ha approvato il primo punto all’ordine del giorno dell’odierna seduta, il Documento di Economia e Finanza (Defr) della Regione per il triennio 2019-2021. Il provvedimento ha riportato 15 voti della maggioranza e ha registrato, dai banchi della stessa maggioranza, il voto contrario del consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, e il voto di astensione del gruppo dei “Moderati per la Calabria”, con otto voti contrari poi dell’opposizione. Il Defr espone l’evoluzione economica e sociale, gli indirizzi programmatici e gli obiettivi strategici della Regione, la situazione congiunturale e l’andamento dell’economia regionale, evidenziando come “con la crescita sostenuta nel 2017, con un aumento del 2% del Pil, la Calabria tenta di lasciarsi alle spalle la crisi piu’ grave e piu’ lunga sperimentata a partire dal secolo scorso”: Nel Defr inoltre si rimarcano “indici di struttura dell’economia in continuo miglioramento nell’ultimo triennio”, anche se “prosegue il ridimensionamento della popolazione”. Il Defr e’ stato illustrato in aula dal consigliere regionale del Pd, Giuseppe Aieta, presidente della seconda commissione Bilancio, che ha sottolineato, in particolare, “gli indicatori di crescita che evidenzia la Calabria”. E’ quindi seguito il dibattito, che si e’ concentrato in realta’ sull’attualita’ politica a livello regionale. Ad aprire la serie di interventi e’ stato il capogruppo del Misto, Fausto Orsomarso: “Approviamo un Defr in ritardo a causa delle fibrillazioni nella maggioranza di centrosinistra, un Defr poi smentito dalla recente pronuncia della Corte dei Conti che segnala tantissime criticita’ e tantissimi ritardi. Auspico da parte del presidente Oliverio un cambio di passo”. Di diverso avviso e’ stato invece il capogruppo di “Oliverio Presidente”, Orlandino Greco, che ha parlato di un “Defr che rappresenta uno spartiacque e un punto di svolta politico e amministrativo di questa legislatura, lo dicono i numeri degli investimenti, dell’occupazione con un piu’ 2,6% , che testimoniano che la Calabria ha reagito, a differenza del passato, invertendo la tendenza negativa, al punto che nel 2018 la Calabria si manifesta come la regione piu’ dinamica del Paese. Il governatore Oliverio – ha sostenuto Greco – ha introdotto un metodo nuovo, imperniato sulla programmazione e sul superamento delle ristrette logiche del passato. E in quest’ultimo anno di legislatura si dovra’ lavorare anche per rendere la Calabria ancora piu’ incisiva nel rapporto con il governo nazionale, perche’ il governo Lega-M5S non sembra tutelare il Mezzogiorno”. Critiche al Documento di Economia e Finanza della Regione sono state espresse, invece, dal consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, che ha annunciato il voto contrario al provvedimento.

“Non metto in discussione i dati del Def – ha detto – ma ci sono anche altri dati che ci consegnano una regione ancora ultima per crescita. Dico no a questo Def che e’ molto lacunoso e non ha un’anima e inoltre non indica una prospettiva di sviluppo”. Ha quindi preso la parola il capogruppo di Forza Italia, Claudio Parente, che si e’ soffermato in particolare sul tema della sanita’ sollecitando un altro consiglio regionale ad hoc e osservando che “non tutto e’ da ascrivere a responsabilita’ del commissariamento, che deve comunque chiudersi quanto prima”. A parere del consigliere regionale dei “Moderati per la Calabria”, Franco Sergio, “e’ necessario un maggiore coraggio da parte del governo regionale soprattutto sul piano della programmazione, perche’ bisogna affrontare gravi emergenze come l’abbassamento della natalita’ e l’abbandono delle aree interne”. Baldo Esposito, del Nuovo Centrodestra, ha sostenuto che “oggi non c’e’ un voto solo sul Defr ma e’ un voto politico su quattro anni di governo regionale, caratterizzato negli ultimi tempi da alcuni dissensi interni alla maggioranza, che anche oggi si stanno manifestando. Il Def e’ un’altra presa in giro per i calabresi e non basta a nascondere altri dati che dicono che la Calabria e’ ancora in una situazione preoccupante”. A sua volta, Alessandro Nicolo’, del Gruppo Misto per la componente Fratelli d’Italia, ha sottolineato “l’irresponsabilita’ di una maggioranza che non sappiamo se ancora esiste. Questo Defr e’ solo propaganda pre-elettorale che racconta dati tutti da dimostrare e che e’ accompagnato dal dissenso di vari esponenti dello stesso centrosinistra, a conferma di un Documento fallimentare e del naufragio gia’ evidente di questa maggioranza”. E’ poi intervenuto anche il consigliere della Cdl, Giuseppe Peda’, che ha condiviso le critiche gia’ espresse dagli altri colleghi dell’opposizione manifestando, in particolare, “preoccupazione per i gravi ritardi nella realizzazione dei nuovi ospedali e per la mancata nomina della governance del porto di Gioia Tauro”. Anche il capogruppo della Cdl, Gianluca Gallo, ha stigmatizzato il contenuto del Documento di economia e Finanza, che a suo dire “evidenzia un fallimento nell’azione della Giunta Oliverio e nel modello di sviluppo che ha messo in campo, senza investimenti su settori trainanti come il turismo. E il fallimento e’ addirittura totale nella sanita’, con un debito da emigrazione sanitaria che ha superato i 250 milioni: non e’ colpa del commissario, perche’ – ha sostenuto Gallo – direttori generali delle aziende li ha nominati la Giunta regionale. Negli interventi di oggi vedo poi, a parte Greco che e’ stato nominato difensore d’ufficio, che c’e’ una maggioranza in pezzi, come confermano il voto negativo di Guccione e le critiche del gruppo “Moderati””.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale di Forza Italia, Mimmo Tallini, segretario d’aula: “Oliverio sembra aver attuato una precisa strategia per essere il commissario unico della Regione, con tutte le deleghe che ha mantenuto, e la misura del fallimento di questa stagione e’ proprio la nomina di assessori tecnici in luogo di quelli politici. E, a parte due eccezioni, oggi nessuno della maggioranza crede a questo Documento di Economia e Finanza e a una svolta che non c’e’ stata. E vogliamo capire se c’e’ ancora una maggioranza alla Regione”. Dai banchi della maggioranza ha invece difeso il Defr e l’azione della Giunta Oliverio il consigliere regionale del Pd, Domenico Bevacqua: “Non nego che ci siano alcuni ritardi, ma abbiamo impostato una filosofia diversa rispetto al passato. Additare il dito su di noi e sul presidente della Regione puo’ essere facile ma cosi’ si rischia di alimentare solo il populismo e rischiamo di farci del male”. Ha concluso il dibattito il presidente della regione, Mario Oliverio. “Mi sarei aspettato una discussione di merito sul Defr e invece ha prevalso il clima permanente di campagna elettorale e questo banalizza tutto, mentre invece dobbiamo fare uno sforzo di oggettivita’. Abbiamo avuto un ciclo dell’economia, tra il 2007 e 2014, determinato da un concorso di fattori, negativo non solo in Calabria, con un ulteriore allargamento del gap tra Sud e resto del Paese e con una perdita secca di 14 punti di Pil nella nostra regione. I dati oggi – ha spiegato il governatore – dicono che c’e’ un’inversione di tendenza per la Calabria, c’e’ una crescita di tanti settori, nel settore dell’agroalimentare, dell’edilizia, c’e’ una minima crescita a dell’occupazione che non compensa certo il dato drammatico della disoccupazione. Ma chi pensa che per risolvere problemi risalenti nel tempo c’e’ il Mago Zurli’ sbaglia, in modo sciagurato: noi qui stiamo parlando di un trend, di un trend che dai segni meno incomincia a far vedere segni piu’, un trend che non significa che abbiamo risolto i problemi ma ci indica che siamo sulla strada giusta. E – ha sostenuto Oliverio – credo che questi segni positivi siano il frutto di una politica che abbiamo messo in campo con la programmazione e con consistenti investimenti”. Oliverio ha poi aggiunto: “Abbiamo davanti una strada ancora molto lunga, i problemi della Calabria sono ancora molto gravi, ma abbiamo imboccato una strada e stiamo invertendo un trend. La condizione fondamentale peraltro e’ che le politiche regionali siano accompagnate da politiche nazionali, che negli ultimi anni ci sono state e auspichiamo che adesso proseguano, perche’ il rischio aleggia, se si pensa all’autonomia fiscale sollecitata da alcune Regioni. La bussola che – ha concluso il governatore – deve guidare tutti, maggioranza e opposizione, e’ l’aderenza alle analisi e ai fatti, perche’ dobbiamo incoraggiare i segni positivi e non lo facciamo entriamo in una nebulosa pericolosissima”. I lavori dell’odierno Consiglio regionale sono stati aperti dall’inserimento di un ordine del giorno, proposto da Orsomarso, per istituire un fondo di aiuto tempestivo alla famiglie colpite dalle recenti calamita’ naturali, come l’alluvione di ieri nella Sibaritide, e dall’inserimento tra le pratiche da discutere oggi anche del rendiconto 2017 e dell’assestamento di bilancio.