In Consiglio Oliverio replica su sanità, fondi Ue e lavoro

E’ durato oltre 45 minuti, l’intervento in Consiglio regionale del presidente della Regione, Mario Oliverio, in sede di dibattito sul Defr, il Documento di economia e finanza 2019-2021. Il governatore si e’ soffermato su alcuni temi specifici replicando alle critiche dell’opposizione di centrodestra e del consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione: sanita’, fondi comunitari, rifiuti, porto di Gioia Tauro e precari. Sulla sanita’, Oliverio ha osservato: “Per due volte il Consiglio regionale si e’ gia’ espresso con un documento unanime di ripristino di condizioni normali dopo 8 anni di gestione commissariale. Il commissario non l’ho chiesto io, ma mi sono battuto anche contro governi del mio colore politico, come Renzi e Gentiloni e oggi mi batto contro il governo giallo-verde e nessuno puo’ accusarmi di strumentalita’. Continuo a ritenere – ha proseguito il presidente – che la sanita’ in mano a un commissario, indipendentemente dal nome, e’ destinata a finire in questo precipizio, perche’ un commissario ha solo l’assillo ingegneristico e e’ mosso dall’esigenza di affrontare i problemi. A Guccione, che getta le pietre e scappa, dico che la sua accusa e’ falsa: Guccione ha detto che nel Defr si parla di fine lavori per nuovo ospedale di Vibo Valentia nel 2019, invece si parla del febbraio 2021. Non e’ una novita’ che Guccione vota contro, sono tre anni, da quando e’ uscito dalla Giunta, che sta facendo opposizione, non c’e’ nulla di trascendentale inq uesto. Certo, c’e’ un ritardo nella realizzazione dei nuovi ospedali, ma ricordo che questi nuovi ospedali sono stati oggetto di gare dal 2014, gare affidate a Infrastrutture Lombarde dalla precedente amministrazione regionale: il risultato di quell’impostazione e’ che abbiamo dovuto fare i salti mortali per difendere le risorse, l’abbiamo fatto in silenzio e senza proclami. L’ospedale di Gioia Tauro in questi giorni e’ alla Conferenza dei sevizi, per quello di Vibo Valentia sono in corso i lavori di messa in sicurezza del sito, perche’ a suo tempo – io non c’ero – era stato scelto un sito non idoneo. Nessuno – ha sostenuto Oliverio faccia il Catone in quest’aula: chi non ha peccato si alzi e scagli la prima pietra”.

Quanto ai fondi comunitari, Oliverio ha ricordato che “quando mi sono insediato, nel 2015, non c’era uno straccio di programmazione dei fondi europei per il 2014-2020, non c’era una programmazione gia’ impostata che noi poi avremmo dovuto dispiegare e accelerare, c’era zero. Ho dovuto rimboccarmi le maniche per fare il programma, ci sono voluti sette mesi con un concorso di energie e un confronto con la Commissione europea. E oggi, a due anni dall’entrata nel vivo, cominciamo ad avere risultati. A chi – ha aggiunto il governatore – ha memoria corta e ha avuto anche responsabilita’ di governo in passato dico che siamo partiti con due anni di ritardo e li stiamo recuperando. La Calabria in quanto a spesa e’ la prima regione del Sud, e vedrete a fine anno che saremo tra le poche regioni a raggiungere il target previsto”. Anche sui rifiuti Oliverio ha rivendicato la bonta’ dell’azione del governo regionale: “Abbiamo investito su piu’ fronti e stiamo avendo risultati anche sull’impiantistica, stiamo governando la situazione e la governeremo ancora senza ripiombare nell’emergenza esistita fino al 2014”. Con riferimento alla tematica del porto di Gioia Tauro, Oliverio ha riferito al Consiglio regionale i contenuti di un recente incontro con il ministro delle Infrastrutture, Toninelli, nel quale – ha spiegato – “ho riproposto il tema affinche’ il governo nazione apra un confronto serrato con terminalista e nomini al piu’ presto il rappresentante ministeriale nel Comitato di indirizzo della Zes”. Infine, l’ultimo passaggio dell’intervento del presidente della Giunta ha riguardato il tema del lavoro e in particolare dei precari ex Lsu-Lpu: “Manifestiamo la nostra comprensione per i giovani che oggi hanno manifestato nel Cosentino la loro ansia di avere una risposta, ma la risposta e’ in un solo atto. E questo atto spetta al Parlamento e soprattutto al governo, che deve inserire nella legge di stabilita’ i 50 milioni gia’ stanziati negli ultimi 4 anni. La Regione sin dal 2015 ha messo in bilancio 38 milioni, e questo stanziamento lo riproporremo nel bilancio 2019 a garanzia dei processi di stabilizzazione. Perche’ nel 2015 abbiamo imboccato la strada per la contrattualizzazione e non deroghiamo da quella strada. Non indietreggeremo di un millimetro da questa strada. Sul versante della lotta al precariato – ha concluso Oliverio – abbiamo una bussola chiara, anche con riferimento ai precari prodotti da altri, figli di diverse clientele e casacche, come sara’ per quelli ex legge 28. Io non ho prodotto alcun precario e alcuna clientela, ma poiche’ rispetto la dignita’ del lavoro e dei lavoratori, mi sono fatto carico di aprire una strada di fuoriuscita dal precariato anche di questi lavoratori”.