«Il commissario deve essere uno competente in materia di sanità»

Il testo nella manovra di bilancio che reintroduce l'incompatibilità tra governatore della Regione e attuatore e gestore del piano di rientro

Dopo ore e ore di limature e aggiustamenti il governo licenzia la manovra di bilancio per decreto. Inviandola entro mezzanotte alla commissione Ue. E c’è una novità importante, tra le altre cose, per quanto riguarda la sanità. Tocca a Di Maio farne cenno in conferenza stampa a tarda sera. Un altro De Luca non si può, non esisterà più la coincidenza tra commissario straordinario alla sanità e governatore. Incompatibilità che il governo precedente aveva rimosso e che invece questo governo reintroduce (“incompatibilità tra la figura commissariale ed ogni altro incarico istituzionale ricoperto presso la regione interessata”) E chissà se ora sono davvero contate le ore o i giorni per Scura dal momento che uno dei timori dei Cinquestelle era quello di rimuovere il commissario attuale rischiando però di spalancare la porta a Oliverio.

Ma l’articolo 24 del decreto è chiaro “il commissario ad acta deve possedere qualificate e comprovate professionalità nonché specifica esperienza di gestione sanitaria ovvero aver ricoperto incarichi di amministrazione o direzione di strutture, pubbliche o private, aventi attinenza con quella sanitario ovvero di particolare complessità anche sotto il profilo della prevenzione della corruzione e della tutela della salute”.

Quindi il commissario della sanità potrebbe essere benissimo un ex direttore generale di una qualsiasi Asp, un direttore amministrativo di una clinica privata ma anche come è stata in passato un esponente di rilievo della Guardia di Finanza.

Chissà se l’eventuale nomina di un direttore generale di un’Azienda sanitaria andrà a premiare i più virtuosi in termine di gestione finanziaria dell’ente o si cadrà sempre nell’equivoco dell’appartenenza politica del governo di turno. Regionale o extraregionale che sia.