Autismo, Uil: legge regionale ferma nei cassetti del Consiglio

Approvare la legge regionale sull’Autismo. Lo chiede la Uil Calabria. “L’infelice sortita di Beppe Grillo – si legge in un comunicato – su coloro che soffrono di sindrome autistica racconta in maniera plastica e, allo stesso tempo, drammatica quale sia lo stato di disarmante disattenzione nel quale si agita la politica nei confronti di una problematica altamente discriminante. Quello che accade in Italia, purtroppo, trova riscontro anche in terra di Calabria, dove tante famiglie sono chiamate a rispondere giornalmente per rendere la vita dei propri figli quanto piu’ possibile normale. Noi raccogliamo il loro accorato messaggio, lo facciamo nostro e lo rilanciamo con forza a quegli interlocutori politici che sino ad oggi, evidentemente, non sono stati pronti a capire il senso delle loro difficolta’. Noi a loro diciamo che saremo vigili e faremo da pungolo, per quanto rientra nelle nostre capacita’, affinche’ queste difficolta’ vengano superate nel piu’ breve tempo possibile. In questa terra, infatti, i problemi si moltiplicano. Alla carenza di strutture, alla penuria di operatori formati professionalmente, infatti, si aggiunge la distrazione di una classe politica – quella che siede fra gli scranni di Palazzo Campanella – che da troppi anni lascia languire nei cassetti delle commissioni consiliari interessate una proposta di legge che potrebbe lenire le sofferenze di tutte le famiglie calabresi che vivono questo dramma”. Se in Italia, infatti, rileva la Uil, “negli ultimi anni si e’ ravvisata su questa delicata tematica una tenue attenzione, in Calabria, purtroppo, la negligenza pare volerla fare da padrone. Se il nostro Paese nel 2016 ha istituito il Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, oggi rafforzato portando la dotazione economica a 10 milioni di euro, e inserito l’autismo nel novero dei Livelli essenziali di assistenza, sotto il Pollino non si riescono a trovare 100 mila euro annui per dare sostentamento finanziario ad una proposta che ancora oggi si muove in navetta fra la terza e la seconda commissione permanente del Consiglio regionale della Calabria. Tradendo cosi’, di fatto, le speranze delle tante famiglie e di tutte quelle associazioni con le quali la politica regionale sovente riesce ad aprire un’interlocuzione solo sotto campagna elettorale”.

Secondo la Uil “non rispondere a questi appelli, non trovare soluzioni concrete a queste problematiche rappresenta un errore strategico per una classe dirigente che si ritiene avveduta, moderna e efficiente. La piena inclusione e la non discriminazione, purtroppo, in Calabria si muovono su di un percorso ancoro tortuoso. Ma, poi, non bisogna dimenticare che aiutare adesso chi ne ha bisogno vuole dire garantire un domani sereno alle famiglie, di integrazione a questi bambini nel mondo adulto e, se proprio vogliano dirla tutta, di notevole risparmio economico a carico dei budget gia’ in crisi del Sistema sanitario regionale. Cio’ di cui la Calabria ha bisogno, con urgenza, e’ il superamento delle discriminazioni che si puo’ raggiungere solo attraverso la ricerca della piena applicazione del concetto di presa in carico globale. Cio’ significa che questa Regione, in primis la classe politica che la sta governando, deve adoperarsi affinche’ si ottenga il miglioramento dei servizi, il potenziamento formativo degli operatori, l’ampliamento della rete di sostegno territoriale, la predisposizione di un adeguato supporto economico alle famiglie interessate e, attraverso questi, l’azzeramento dell’isolamento umano e culturale delle persone autistiche ed il disagio economico e sociale dei loro familiari. Per ottenere questi risultati si potrebbe fare riferimento ai finanziamenti previsti dal Fondo sociale europeo. L’immediata approvazione della legge regionale sull’autismo, insieme ad un progetto che interessi l’intera sfera di problematiche relative all’infanzia, potrebbe rappresentare – si legge infine – un primo passo verso il reale superamento degli steccati di indifferenza che, in questo specifico campo, hanno contrassegnato la storia recente del regionalismo calabrese”.