Asp di Cosenza, Sapia: via Scura e Mauro

La richiesta al ministro Grillo del deputato pentastellato dopo le proroghedell'incarico di direttore della centrale operativa del 118 a Riccardo Borselli

In un mia nota  ho chiesto al ministro della Salute, Giulia Grillo, di rimuovere il commissario per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Calabria, Massimo Scura. L’ho fatto in relazione a delibere del direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, riguardanti proroghe inammissibile dell’incarico di direttore della centrale operativa del 118 a Riccardo Borselli, nonché i 14 concorsi non autorizzati a primario, infine annullati dalla stessa azienda sanitaria in seguito a mia diffida. Contestualmente, sulla base delle sentenze del Consiglio di Stato n. 4059/2016 e del Tar della Calabria n. 76/2018 e n. 708/2018, che definiscono la competenza del commissario governativo alla Sanità regionale, ho intimato   a Scura di procedere alla decadenza del Mauro, per aver perpetrato violazioni rispetto alle regole stabilite dal suo stesso decreto commissariale n. 107/2015, in materia di procedure di assunzione. Ho poi chiesto a Scura di agire sull’incarico di direttore della centrale operativa del 118 dell’Asp di Cosenza, ancora mantenuto in capo al Borselli, benché dal 2009 ad oggi risulti conferito con una procedura non più permessa dalla legge di conversione del “Decreto Balduzzi”, risalente al lontano 2012. Ho chiesto peraltro gli interventi di competenza del tavolo ministeriale cosiddetto “Adduce” e del capo del dipartimento della Regione Calabria Tutela della salute, investendo la Corte dei conti PER accettare eventuali responsabilità  contabili. Ho chiesto, infine, al governatore regionale, Gerardo Mario Oliverio, se non ritenga che le vicende rappresentate non siano tali da indurlo a sostituire il direttore generale dell’Asp di Cosenza. Tutto ciò, e lo dico ironicamente, in attesa che i misteri del diritto praticato in Calabria siano svelati dagli insuperabili Fox Mulder e Dana Scully di X-Files.

Francesco Sapia M5S