“Solo un centrosinistra unito può dare continuità al governo regionale”

L'intervento di Giovanni Puccio, responsabile Organizzazione Regionale PD

Nei giorni scorsi il principale quotidiano economico nazionale ha pubblicato un inserto speciale sulle Regioni italiane. Alla Calabria vengono dedicate 4 pagine per mettere in evidenza l’impegno del governo regionale sulle grandi tematiche delle dotazioni infrastrutturali e degli investimenti e su altri settori strategici.

Il quadro mette in evidenza un impegno di governo che ha pochi precedenti nella storia del regionalismo calabrese.

Forse occorre ritornare con la mente alla fase costituente, dopo la quale si è stabilizzata una alternanza di governi tra solidarietà nazionale, pentapartito e centro sinistra che era anche il frutto di una difficoltà sistemica della Regione ad assolvere al proprio compito di autogoverno.

I risultati ottenuti, nella legislatura attuale, le opere in cantiere, e le previsioni, se si esclude il campo della sanità (delle prestazioni ospedaliere e di quelle territoriali, se n’è appropriato l’ultimo governo Berlusconi su richiesta del centro destra, da sette anni) mettono in evidenza una nuova capacità di previsione e di operatività regionale che rappresenta una vera e propria svolta nel regionalismo calabrese.

Se poi si considera il fatto che nel 2014 anno in cui vince la coalizione guidata dal Presidente Oliverio corrisponde alla prima interruzione di legislatura regionale in ragione dei disastri del centro destra guidato da Scopelliti, risulta ancora più encomiabile il lavoro fin qui svolto in termini di risanamento di previsione e di operatività. Basti vedere quello che è in cantiere e che comincia a dare importanti risultati.

Basti far riferimento alla mobilità: trasporti aerei e terrestri, dalle Ferrovie dello Stato, agli aeroporti: riduzione dei tempi di percorrenza sulla grande rete esterna e riforma di tutto il sistema locale regionale con la nuova linea jonica e la sua elettrificazione; unificazione delle strutture gestionali aeroportuali e ripresa dei collegamenti da Reggio Calabria e Crotone, il resto d’Italia e l’Europa, fattore di sviluppo che alimenta le opportunità non solo per i calabresi ma per i grandi flussi turistici.

La delimitazione delle zone Speciali, Zes nelle zone portuali e loro connessione regionale; la grande scelta strategica della Formazione, delle borse di studio che coprono il 100% delle domande, la messa a disposizione dei Fondi per la innovazione la ricerca e la competitività; il grande progetto della valorizzazione della risorsa naturale e storico ambientale dalla Agenda Locale, il Progetto Borghi, dalla valorizzazione del Patrimonio naturalistico al Sistema integrato di protezione civile, alla realizzazione del Sistema informativo per gli Appalti Pubblici per garantire efficienza trasparenza e legalità.

Il quadro sopra esposto ci offre una riflessione alla quale nessuno si può sottrarre. E’ vero che ancora molto rimane da fare ma quel che è stato fatto dimostra che si può cambiare e che chi verrà dopo dovrà prendere atto delle opportunità inedite che sono offerte alla Calabria. E’ vero che molto rimane ancora da fare ma se la Calabria è tra le prime in Italia a saper impegnare e spendere le risorse europee non è un caso e non è nemmeno un caso che la crescita calabrese è la prima in termini percentuali del Mezzogiorno.

Si dirà che avevamo perso molto e che dobbiamo fare di più, ma questo dipenderà da tutti. In primo luogo a tutte le forze che hanno sostenuto questo governo regionale che ha saputo fare i conti con gli errori del passato e che oggi gode del sostegno della maggioranza dei Sindaci calabresi. Oggi, di fronte alle nuove sfide occorre un grado di condivisione più alta.

E’ del tutto evidente che la sfida sovranista scompagina le vecchie modalità della politica e del governo ma questa la dobbiamo fronteggiare ricostruendo i canali sociali della politica partendo dai bisogni, dai diritti e dalla costruzione di un futuro che sappia rispondere alla domanda di lavoro, di qualificazione e di valorizzazione delle risorse calabresi.

A partire dalle giovani generazioni sulle quali la politica regionale ha fatto un investimento e sarebbe una beffa se l’emigrazione giovanile dovesse ancora crescere nei prossimi anni. Occorre un profondo cambiamento che intacchi le vecchie rendite, che combatta la devastante forza dei poteri criminali che ancora inquinano la società e la politica.

Al PD e alle forze politiche, ai corpi intermedi della società è affidato un compito di selezione fondamentale, occorre costruire un popolo democratico che sia artefice del proprio destino.

Non basta far appello alla storia, occorre prender atto di chi quella storia vuole cambiare partendo dagli stessi principi di giustizia e di pari opportunità e dai doveri che derivano dalle conquiste.

Ma per fare questo occorre un alto grado di unità che alimenti una dialettica democratica più vitale e virtuosa.

Giovanni Puccio,

Responsabile Organizzazione Regionale PD