Regione, Pacenza: “Rabbia per condizioni disastrose sanità”

“Portiamo l’angoscia, l’amarezza e anche la rabbia di aver avuto in questi anni un governo della sanita’ non adeguato ai bisogni dei calabresi”. Ad affermarlo e’ stato il delegato della Giunta regionale per le politiche sanitarie, Franco Pacenza, parlando con i giornalisti a margine di un seminario a Catanzaro. “Noi abbiamo sempre tenuto un atteggiamento che ha riguardato il merito delle questioni, mai ha riguardato le persone, ne’ – ha aggiunto Pacenza – abbiamo fatto strumentalizzazioni perche’ siamo consapevoli di quanto sia complicato governare la sanita’ in Italia, e ancora di piu’ un una regione debole come la Calabria. Chi rappresenta un dualismo tra commissario e presidente sbaglia, perche’ chi governa e ha questa responsabilita’ e’ solo la struttura commissariale, non la Regione, che non nomina ne’ i commissari ne’ i sub-commissari. Si dice poi, in modo maldestro, che la Regione nomina i direttori generali delle aziende, ma – ha rilevato il delegato regionale alle politiche sanitarie – i direttori generali rispondono alle politiche sanitarie che definisce il commissario e non si possono esimere dall’applicare le direttive e i decreti del commissario”.

Pacenza ha poi osservato: “C’e’ il paradosso che il commissario ha il dovere di portare a pareggio entro fine anno il bilancio sanitario calabrese in modo da uscire dal piano di rientro, e invece il tavolo di monitoraggio, e quindi non il presidente della Regione ne’ il suo delegato bensi’ la piu’ alta sede di verifica della finanza sanitaria in Italia dice che, se resta questa tendenza, al 31 dicembre 2018 la Calabria rischia di tornare in disavanzo e quindi, per molti aspetti, in piano di rientro. Di tutto questo chi deve dare conto? La Regione? La Regione – ha evidenziato il delegato della Giunta per le tematiche sanitarie – non puo’ stare in silenzio su questo, e il presidente Oliverio l’ha ripetuto anche pochi giorni fa in Commissione Sanita’ al Senato, perche’ c’e’ amarezza e preoccupazione di quanto sta avvenendo. Perche’ non si puo’ cancellare il fatto che dopo 9 anni di commissariamento le condizioni della sanita’ calabrese sono disastrose: e non lo dice solo Oliverio, lo dicono anche la Conferenza episcopale calabrese, la stragrande maggioranza dei sindaci calabresi, le associazioni di categoria, tutto il mondo degli accreditati. Tra alcuni giorni ci saranno – mi auguro di no – anche attivita’ giurisdizionali che potrebbero portare ulteriori aggravi sulla spesa, perche’ si e’ creato solo conflitto. Governare la sanita’ significa anche cooperazione, concertazione, coinvolgimento, invece la sanita’ dei decreti non ha prodotto questo. Allora, ripetiamo, prima di tutto dev’esserci il bene dei calabresi. Nessuno puo’ dire al presidente Oliverio di aver alzato la voce solo in questa stagione, invece Oliverio ha tenuto la barra dritta quando al governo c’era Renzi, Gentiloni, c’era come ministro la Lorenzin. E noi – ha concluso Pacenza – ci portiamo l’angoscia, l’amarezza e anche la rabbia di aver avuto in questi anni un governo della sanita’ non adeguato ai bisogni dei calabresi”.