“Concorso sospetto alla Prociv”

La denuncia del sindacato Csa-Cisal

E’ sempre più scontro aperto tra il sindacato Csa-Cisal e i vertici della Protezione Civile Calabria, guidata da Carlo Tansi ma “in scadenza”.

«Una selezione pubblica per assumere 4 professionisti che salgono a 6. Una procedura chiusa che si riapre a un anno di distanza. Gente assunta con rapporti fin troppo stretti con chi può garantire un contratto pagato con soldi pubblici».

Inizia così, l’ennesima denuncia del  sindacato Csa-Cisal . «Tutto comincia – spiega il sindacato – con un avviso pubblico adottato dal dipartimento Presidenza, il 15 luglio del 2016, con cui, su richiesta della Protezione civile, si attestava la necessità di implementare e gestire un sistema di monitoraggio real time dei fenomeni di dissesto attivi finalizzato alla riduzione del rischio frana. L’operazione poggia sulla rimodulazione del Pac (Piano di Azione e Coesione), quindi su fondi comunitari. La Prociv cercava 4 figure professionali: 1 laureato in ingegneria per l’ambiente ed il territorio, 1 un laureato in scienze geologiche, 1 laureato in ingegneria informatica e 1 laureato in architettura. Ad ogni profilo, per di più, si associava il requisito di possedere ulteriori competenze tecniche oltre al titolo di studio». L’avviso prevedeva altresì che «qualora il professionista individuato per l’affidamento dell’incarico dichiari la non accettazione, si procederà a individuare il candidato a seguire nella rispettiva graduatoria».

Per il Csa-Cisal «laddove il geologo, risultante primo nella graduatoria avesse declinato l’offerta, si sarebbe proceduto al subentro del secondo nello stesso elenco contenente i relativi punteggi dei soli geologi, fermo restando il numero totale di quattro incarichi e delle quattro diverse figure».

«A distanza di un paio di settimane, il 28 luglio del 2016, il decreto contenente l’avviso – precisa il sindacato – veniva rettificato per correggere delle imperfezioni formali in quanto lo stesso, nelle premesse, “conteneva alcuni elementi in contrasto con la normativa di settore di recente emanazione che avrebbero potuto essere oggetto di impugnazione”. La parte sostanziale rimaneva tuttavia invariata, con i quattro diversi profili professionali ricercati. In relazione alla realizzazione del progetto, il 28 dicembre di due anni fa, il dirigente della Protezione civile Carlo Tansi adottava il decreto con l’impegno di spesa, da circa 419mila euro, per procedere all’assunzione dei professionisti esterni con contratti di collaborazione coordinata e continuativa di 24 mesi non prorogabili. Si arriva al 2017, quando l’1 marzo arriva la convalida dell’avviso pubblico, e un mese e mezzo dopo, il 13 aprile, infine è adottato il decreto del dirigente della Protezione civile con cui vengono approvate le quattro differenti graduatorie con lo schema di contratto per i vincitori. Gli ingegneri, il geologo e l’architetto, primi nelle rispettive graduatorie, vengono contrattualizzati e prendono regolarmente servizio. Nessuno ha rinunciato». «In un Paese normale questa è una procedura selettiva che si è pienamente esperita – osserva il sindacato –. Ma incredibilmente, ad oltre un anno di distanza, viene rispolverata. La selezione resuscita. Con il decreto 8929 del 9 agosto di quest’anno Carlo Tansi ritiene di dover reclutare altre 2 figure professionali: 2 geologi. Come avviene tutto questo? Con il dirigente della Prociv che “ha altresì disposto al Rup (responsabile unico del procedimento) di procedere allo scorrimento della graduatoria”».

«Scorrimento di graduatoria? Non era affatto previsto – prosegue il Csa-Cisal – lo scorrimento di graduatoria. Il conferimento di due incarichi con una procedura per reclutare personale esterno coperti con soldi pubblici è stato fatto con una graduatoria che non poteva assolutamente scorrere perché chiaramente adoperata per una selezione ampiamente chiusa. Nessuno dei quattro aveva rinunciato all’offerta quindi attingere in scorrimento equivale a causare una frana giuridica». Un «dissesto amministrativo» secondo il sindacato, che aggiunge: «Questo anomalo scorrimento viene meno pure per motivi oggettivi. Infatti la scheda del progetto di monitoraggio finanziato con fondi Pac e le sue finalità sono state modificate dopo l’avviso pubblico del 2016. Il sistema, con la revisione approvata il 29 dicembre 2017, non si limitava più al solo monitoraggio delle frane attive ma anche delle “situazioni in cui si evidenziano particolari gravi criticità strutturali, derivanti da diversi fattori, ivi compresi la vetustà degli edifici e la loro manutenzione anche rispetto alla normative antisismiche che può comportare il concreto rischio di crolli con conseguente pericolo per la popolazione”. È quindi anche cambiato il quadro delle competenze tecniche necessarie per essere scelti». «Se Tansi riteneva di dover assumere due ulteriori unità per il progetto del sistema di monitoraggio real time, visto che le verifiche di disponibilità del personale interno, a suo dire, non sono andate a buon fine, si doveva fare – osserva il Csa-Cisal – una nuova selezione aperta. Con questo modo di agire, lacerando le regole e il buon senso, si è voluta mascherare una chiamata diretta illegittima di due figure esterne pagate con fondi comunitari. Un atto non motivato dal punto di vista formale, poiché la vecchia graduatoria era stata già esperita, e nemmeno sul piano sostanziale perché erano state modificate le conoscenze e competenze richieste».

E poi perché proprio 2 geologi, si chiede il sindacato? «Perché non un’altra figura professionale? Forse si doveva arrivare a tutti i costi a ripescare nella graduatoria fino al terzo di quella dei laureati in geologia? Per gli amici si è pronti a forzare la mano. Compresa quella del Rup nei cui confronti il dirigente “ha disposto”, “ha chiesto”, quasi a lasciare intendere un ordine superiore. Sarà un caso ma pare proprio che il responsabile unico del procedimento, prima Paolo Cappadona, che aveva avviato la selezione, sia cambiato e a firmare la quinta e la sesta assunzione sia stato un altro soggetto. E poi – si chiede ancora il sindacato – come si fa a disporre al Rup in quei termini? Il Rup ha valutato la conformità alle leggi di questa procedura? Eppure la sua figura serve a promuovere e sovrintendere agli accertamenti e alle indagini preliminari idonei a consentire la verifica della fattibilità tecnica, economica e amministrativa degli interventi: tutto ciò è avvenuto in questo caso? Firmando sa che ha asseverato uno scorrimento di graduatoria che non era previsto? Ma niente, si doveva arrivare per forza al sesto nome». Un nome che secondo il Csa-Cisal sarebbe «non proprio sconosciuto» al dirigente della Protezione civile. «Alla selezione del 2016, per l’individuazione del profilo professionale di Geologo, ha infatti partecipato un ex tesista e stretto collaboratore di ricerca dello stesso dirigente Tansi presso il Cnr. Il quadretto dell’allegra compagnia si arricchisce quando, a partire dal mese di gennaio 2017, il “sesto uomo” inizia a frequentare la Cittadella regionale e la sede della Protezione civile (con utenza informatica, badge di ingresso, pass per accedere al parcheggio principale della Cittadella). In più, da quanto è venuto a conoscenza il sindacato, partecipa persino a tutte le attività esterne ed interne della Prociv e viene regolarmente inserito nelle disposizioni di servizio firmate dallo stesso dirigente. A che titolo è per tutti stato un mistero. Eppure – prosegue il sindacato – la selezione va male e il ricongiungimento con Tansi non si realizza, anzi no. Nella stessa fase, inizio dell’anno scorso, l’ex tesista del dirigente della Prociv viene assunto con un contratto (di cui non è nota la natura) dalla ditta Ecotec Srl di Lamezia Terme, che ha ottenuto un subappalto da Fastweb, che a sua volta ha un contratto di 3,6 milioni di euro con la Protezione civile regionale per l’infrastrutturazione tecnologica. Dalla settimana scorsa il sesto della graduatoria e il quinto si ritrovano con contratti pagati dai calabresi per un ammontare complessivo di circa 60mila euro fino al termine degli incarichi». Tutto questo, secondo il Csa-Cisal, per effetto «di una discrezionale e arbitraria scelta di imporre l’utilizzo di una classifica già archiviata». «Un avviso pubblico col trucchetto per il conoscente. Una chiamata diretta 4.0 – accusa il sindacato – con un incarico fino a dicembre 2019 parametrato per una categoria D1. E tutto questo è stato architettato e messo in atto da chi propugna in pubblico di voler perseguire la legalità». Il sindacato Csa-Cisal annuncia dunque che della questione «sarà investito il ministero della Funzione pubblica, l’Anac, l’autorità giudiziaria e la responsabile dell’anticorruzione regionale che sul fattaccio ha già ricevuto circostanziate denunce che meritano una risposta». Così come «meritano una risposta i calabresi – è la conclusione –, soprattutto tutti quelli, tantissimi, impelagati in concorsi pubblici infiniti, che hanno il diritto di sapere come diavolo sia stato possibile conferire ad un esterno un incarico da circa 30mila euro, fino al termine di dicembre 2019, il cui nome predestinato è stato pescato da una graduatoria defunta. E qui le blindature non tengono».