Turismo, Scarcello (Fisascat): basta approssimazione

Non ci illudiamo. I dati positivi relativi al movimento turistico dello scorso anno, con un milione e ottocentomila presenze, sono anche incoraggianti, ma potrebbero rivelarsi illusori perché non legati ad una saggia e avveduta programmazione unita ad un’assunzione di consapevolezza degli operatori. Bando, insomma, alle improvvisazioni, più servizi efficienti e moderna politica dell’accoglienza. Insomma, basta turismo mordi e fuggi, che da anni contraddistingue il nostro territorio. Chi arriva da noi deve farci pubblicità positiva e così far scoprire i nostri siti a chi non conosce la nostra (potenziale) realtà.

La bellezza dei nostri siti turistici tuttora non è sufficientemente valorizzata da un’offerta pubblica e privata perché soffre della carenza dei servizi che lamentiamo da anni. Per evitare che il turismo nel nostro territorio non sia soltanto occasionale c’è bisogno di un’adeguata pianificazione, nel nostro caso, di un vero e proprio piano turistico integrato. Primo ente ad assumersi questa responsabilità è ovviamente quello regionale. L’iniziativa deve essere avviata non nell’imminenza della stagione turistica, ma nei tempi cosiddetti morti, quando le varie componenti del settore hanno l’opportunità di guardare con acume scientifico al da farsi. Occorre, prima di tutto, che imprese e istituzioni puntino ad individuare interventi mirati per promuovere nuove forme di turismo, guardando anche a interessi speciali, a seconda delle zone interessate a flussi turistici particolari. L’impreparazione, il pressapochismo, l’improvvisazione, insomma, devono essere banditi una buona volta per sempre, altrimenti non saliremo sul treno del turismo creatore di reddito consistente e di una crescente occupazione legata alla scoperta e alla valorizzazione dei nostri siti.

In tale quadro, è da considerarsi apprezzabile il bando annunciato dalla Regione per l’investimento di 20 milioni teso a potenziare l’offerta turistica. Sarebbe, questo un primo passo verso la pianificazione, mentre attendiamo che la Regione ponga mano ai distretti turistici, a proposito dei quali, come Fisascat, auspichiamo l’individuazione di aree omogenee di intervento, con l’organizzazione di conferenze dei servizi tra enti territoriali e operatori privati. Inoltre, dovrebbero essere individuate politiche specifiche per aree specifiche. A tal fine, bisognerà tener conto dei movimenti verificatisi nelle diverse zone della nostra provincia e programmare le opportune iniziative in base alle specificità. La nostra provincia è la prima per arrivi (+ 38,3 per cento) e presenze (+ 37). Altro dato interessante è quello riferito alle varie zone: Tirreno + 48,9 per cento di arrivi e + 51,6 di presenze; Ionio: + 33,4 arrivi, + 39,8 presenze; località montane: + 5,6 arrivi e + 2,7 presenze.

I dati evidenziano la necessità di intervenire per mantenere e far crescere la presenza turistica soprattutto nelle zone montane, dove, evidentemente, infrastrutture soprattutto nel periodo invernale e servizi sono carenti per varie ragioni. Un’attenzione meno episodica, anzi, costante, va rivolta a certe specificità nostrane, come le terme, la Sila e il molto meno attenzionato Pollino, la cui montagna ha enormi potenzialità non messe a buon frutto nonostante la presenza fattiva dell’ente parco.

In conclusione, la nostra terra necessita di una riorganizzazione dell’offerta turistica su basi professionali, con linee di prodotto e target differenziati, che tengano conto sia dei giovani con zaino che del turista esigente che vuole pagare ed essere soddisfatto dell’offerta che gli operatori riescono ad assicurargli. Monitorare le risorse, metterle in rete, creare prodotti tematici rapportati alle varie specificità delle zone. In definitiva abbandonare il turismo occasionale e creare le condizioni di una vera e propria industria del turismo.

Angelo Scarcello

Segretario Generale Fisascat Cisl Cosenza