Terremoto (finto) a Palazzo Campanella

Simulazione di crisi (che non conviene a nessuno) dopo lo strappo di Guccione e Ciconte

La decisione di Ciconte e Guccione di auto-sospendersi dal Pd ha aperto un dibattito nel Consiglio regionale. Agli attacchi degli ormai ex, il presidente Oliverio ha alzato la voce chiedendo una verifica in aula: o abbiamo i numeri o ce ne andiamo a casa. Ma chi gli crede?

Tuttavia sull’autosospensione di Guccione e Ciconte l’opposizione centrodestra è andata all’attacco con numerosi interventi, aperti da Domenico Tallini di Forza Italia: “E’ il momento in cui questo Consiglio regionale debba interrogarsi, perché questa assemblea non si può trasformare in un permanente congresso del Pd. Vorrei capire se c’e’ una maggioranza, e – ha sostenuto Tallini – vorrei capirlo soprattutto dal presidente della Giunta e dal presidente del Consiglio”.

A sua volta Gianluca Gallo della Casa delle Liberta’, ha rilevato: “La fuga dei consiglieri regionali dal progetto politico di governo della Regione, per prendere le distanze dall’azione del governatore Oliverio, è ormai inarrestabile. Oramai siamo a un fallimento annunciato”. Fausto Orsomarso, del Gruppo Misto, ha evidenziato come “oggi i nodi vengono al pettine, e’ evidente che c’e’ una grande crisi del partito di maggioranza. personalmente manterro’ ancora un atteggiamento di grande responsabilita’ anche rispetto a un quadro nazionale che vede la nostra deputazione completamente assente e silente. Se dovessimo tornare subito al voto – ha dichiarato Orsomarso – noi siamo pronti, ma nessuno si sottragga dalle proprie responsabilita’”.

Baldo Esposito, di Ncd, ha osservato: “La nascita del nuovo gruppo dei Moderati è stato un segnale che oggi trova ulteriore conferma con l’autosospensione di due consiglieri dal gruppo Pd, atto che sancisce un fallimento in capo al presidente Oliverio, che è  un fallimento sui contenuti che denuncia la stessa maggioranza. E ora – secondo Esposito – la maggioranza verifichi se ha i numeri per andare avanti”.

Alessandro Nicolò, del Gruppo Misto, ha criticato la maggioranza che – ha detto – “è stata capace solo di demonizzare la precedente maggioranza di centrodestra, senza dimostrare però alcuna capacita’ di governo come invece dimostrammo noi proprio in tema di sanità con Scopelliti commissario, ed e’ penoso assistere a questa non agibilità politica. Siamo pronti a tornare al voto alla Regione a novembre”.

Dai banchi della maggioranza ha preso la parola Giuseppe Aieta, del Pd: “In questa legislatura abbiamo approvato moltissimi provvedimenti, in quest’aula c’e’ un malessere che è fisiologico in politica. Malessere che ha toccato anche me in passato, quando mi sono autosospeso non dal gruppo del Pd ma dal Pd. Forse allora dovevamo agire in sintonia, con molti colleghi a partire da quelli del Pd, ma ricevemmo anche commenti ironici. E’ doveroso – ha spiegato Aieta – che il capogruppo Romeo convochi subito, già  oggi, una riunione del gruppo del Pd e dell’intera maggioranza, perché non dobbiamo trasferire ciò che ci amareggia politicamente su provvedimenti epocali che abbiamo messo in campo in Calabria con il governo Oliverio”.