Porto di Diamante, riunione in prefettura ed esposto di Magorno

E’ in corso in Prefettura a Cosenza una riunione tra il prefetto Tomao e i consiglieri di minoranza del Comune di Diamante del Pd  e di “Per una Diamante Migliore”. Oggetto della riunione i lavori del porto di Diamante.

Sul tema è intervenuto, nei giorni scorsi il senatore del Pd, Ernesto Magorno. Nel corso di una   conferenza stampa – che si è tenuta nei locali del circolo del Pd di Diamante – l’ex sindaco di Diamante ha illustrato i particolari di un esposto, presentato dallo stesso Magorno alla procura generale della Repubblica di Paola, sulla vicenda del porto di Diamante.
Il senatore del Pd ha spiegato di aver interpellato la magistratura, nella convinzione che su caso porto occorra – a questo punto – un’operazione verità da parte delle autorità giudiziaria.

Al centro dell’esposto vi sono le ultime vicende legate alla concessione da parte del Comune di Diamante della concessione di una porzione di demanio marittimo alla stessa società Ati a cui sono stati affidati i lavori di realizzazione del porto. Una concessione che – a detta del senatore Magorno – stride con i contenuti della relazione frutto del lavoro della commissione d’inchiesta sul porto. All’interno dell’esposto presentato da Magorno, si fa presente come nella relazione vengano espressi giudizi molto negativi sull’affidabilità dell’impresa e sulla capacità economica e venga esplicitamente richiamato il fatto che la società possa essere inquinata da presenze della criminalità organizzata.

“La relazione – ha spiegato Magorno in conferenza stampa – esposta durante un Consiglio comunale, è stata fatta propria dal sindaco, che è la massima autorità della città. Per cui è evidente che la questione non ha alcuna linearità, perché il sindaco se fa propria la relazione, con il suo carico di affermazioni gravi sull’impresa che dovrebbe realizzare il porto, non avrebbe mai dovuto accettare che l’ufficio tecnico procedesse con la concessione demaniale. Oppure, i contenuti della relazione non sono veritieri ed allora è in atto un opaco e pericoloso tentativo di bloccare in maniera surrettizia la realizzazione dell’opera. Delle due l’una, non sono ammesse terze vie. Ciò che è certo è che il sindaco di Diamante ha sempre rifiutato alcuna forma di confronto nel merito, si è ripetutamente sottratto a ripetute sollecitazioni di incontro e non ha dato risposta alla formale richiesta di un Consiglio comunale aperto sull’argomento porto, che è di vitale importanza per l’economia di Diamante. A questo punto, la parola non può che passare alla magistratura, l’unica in grado di fare luce e restituire verità e giustizia ai cittadini di Diamante”.

Immediata la replica a Magorno da parte della nuova “maggioranza”. A farsi ospitare in tv c’era Savarese di Diamante futura. Chissà perché non è andato il sindaco Gaetano Sollazzo.