“Pezzi” di Oliverio lavorano già per Piero Aiello

Cena a Crotone nel segno di "Scelgo Calabria". A tavola un unico progetto, la candidatura alla presidenza della Regione dell'ex senatore

La sede “fiscale” della cena non lascia molto spazio all’immaginazione a proposito di chi l’ha organizzata. Siamo a Crotone, fa inevitabilmente caldo. Il pesce e il vino non possono mancare e nemmeno Flora Sculco, evidentemente. Poco o niente può transitare da quelle parti senza, come minimo, un interessamento di padre (Enzo) e figlia senza bisogno di scomodare lo spirito santo. Si trama per il futuro e alla giovane e bella Flora non manca niente per guardare avanti.

Manca solo un candidato che possa diventare governatore il prossimo anno sennò i seggi per il consiglio diventano così pochi che ci vogliono lame affilate per riuscire ad entrarci. C’è un rimedio per tutto ma finchè si può lavorare per la vittoria perchè attrezzarsi per la sconfitta. E la family Sculco non è abituata a contemplare battute d’arresto. Dopo tutto il logo per il futuro c’è, “Scelgo Calabria”, ex operazione di marketing commerciale e oggi franchising di consenso territoriale da poggiare su qualcuno per provare a non prenderle dai Cinquestelle e dalla Lega.

Forse l’unica operazione rigorosamente trasversale e politicamente “baronale” ancora in piedi oggi dalle nostre parti, una specie di “barcone” per “migranti” della politica nostrana che debbono salvarsi ma non sanno ancora a quale porto votarsi. E tramano. E cenano. E programmano a partire da un assunto: con Mario Oliverio si perde e occorre un altro cavallo da corsa. Fa caldo a Crotone ma il buon vino e il buon pesce non transitano in solitudine. E a fianco di Flora padrona di casa c’è gente che ha peso elettorale in zona ma c’è anche chi della zona non è e che fin qui non si è mai mosso in consiglio dal banco di Oliverio.

C’è anche l’ormai ex fido del governatore Mauro D’Acri a cena a Crotone con Flora, con “Scelgo Calabria” e con altri amici del posto. Condividono tutti una bella serata e un comune denominatore, scegliersi in nuovo e trasversale cavallo da corsa per il futuro. Chi non è stato oliveriano a quel tavolo alzi la mano. Flora, pasionaria del governatore a fasi alterne. Mauro, delegato dine die per l’agricoltura senza avere mai in mano, appunto, l’agricoltura stessa. Oggi però non è più il tempo delle recriminazioni e dei rimpianti. Si cena, si beve, si trama e si semina. E si lavora ormai per un unico e condiviso candidato, Piero Aiello.

Già, proprio lui. L’ex senatore che da qualche parte ancora si rintraccia come gentiliano di ferro. È la stagione delle cene questa, del resto. E ce ne saranno altre. La prossima la sta organizzando Mimmo Tallini dalle parti di Catanzaro, i ristoranti non mancano. E nemmeno qualche ormai ex Pd da invitare al tavolo…

I.T.