Museo d’Alarico, il sindaco ammette: manca il nulla osta definitivo

S’infiamma il dibattito sulla realizzazione del museo di Alarico a Cosenza. Dopo la pubblicazione del nostro articolo “Alarico, non si trovano né il tesoro né l’autorizzazione”.

Sulle bacheche di studiosi e politici cosentini è montato un vero caso. L’archeologo Battista Sangineto, da sempre critico nei confronti dell’opera, ha rilanciato l’articolo ponendo un interrogativo alla Soprintendenza. Si legge: “Ci piacerebbe sapere, dal Soprintendente di Cosenza Mario Pagano, se il suo Ufficio ha rilasciato all’Amministrazione comunale di Cosenza, il parere, definitivo, di compatibilità paesaggistica ai sensi dell’art. 146 del “Codice dei beni culturali”.

Se ha rilasciato un parere favorevole, su quali considerazioni ha ritenuto che un edificio, quale quello che viene riportato dal rendering, talmente sbalorditivo, rilucente, dorato, imbarazzante non sarà totalmente fuori contesto nonostante sia troppo grande, troppo alto e ricoperto da chissà quale materiale dorato e che sarà visibile a chilometri di distanza? Se il suo ufficio ha rilasciato un parere favorevole, come ha ritenuto possibile che un tale edificio possa essere compatibile con il tessuto urbanistico della città antica?” . Immediata la replica del primo cittadino di Cosenza, Mario Occhiuto, fervente sostenitore del mito di Alarico e del suo museo “Il nulla osta si riferisce al progetto preliminare che comprende demolizione del vecchio hotel Jolly e parziale ricostruzione (che deve essere ancora oggetto di nulla osta sul progetto definito)”.

Una risposta non sufficiente che anzi alimenta ancor di più il dibattito.Ad intervenire è Sergio Nucci, ex consigliere comunale e leader del movimento “Buongiorno Cosenza”: “Qualcosa non torna. I lavori del Jolly sono stati già aggiudicati. Che gara è stata fatta? Senza progetto definitivo e senza autorizzazione? Determina 746 del 23/03/2014. Vincitrice ConsItal. Ma anche in questo caso potrei sbagliare”.

E via giù con l’ironia di chi, riferendosi ad altre vicende, commenta: “Mi state dicendo forse che il Comune ha fatto una gara d’appalto e che c’è una impresa vincitrice, ma mancano tutte le autorizzazioni necessarie? Ai posteri l’ardua sentenza.