L’ultima chiamata renziana

In vista della (drammatica) assemblea nazionale del Pd in programma sabato Guerini convoca anche i “nostri” per domani a Roma. Ecco chi ha votato il documento dell'ex segretario nel corso dell'ultima direzione

«In vista dell’assemblea nazionale del Pd del 7/7 sei invitato a un momento di confronto mercoledì 4/7 ore 18 sala Berlinguer c/o Camera dei Deputati. L. Guerini».

Un po’ come le banconote che entrano nelle macchinette di servizio l’unica cosa certa è quanto ci infili dentro. Poi che esce e se soprattutto esce qualcosa, chi lo sa. Non è dato sapere quanti dei “nostri” risponderanno all’appello di Lorenzo Guerini per domani, in veste di cerimoniere e cancelliere dell’ala renziana del Pd in vista della drammatica assemblea nazionale prevista per sabato. Molto più affidabile è invece poter contare su chi ha ricevuto questo messaggio perché Guerini l’elenco aggiornato dei “renziani” di Calabria lo ha in mano. Quella di domani è la prima riunione dell’area Renzi che si tiene praticamente dal 2013 e Guerini sa bene che molte cose sono cambiate da allora. Avrà cancellato qualcuno dall’elenco, nel frattempo. Ma molti sono rimasti formalmente ancorati al verbo dell’ex segretario o comunque se si sono “mossi” sottotraccia e in modo esplorativo non risulta che abbiano informato i vertici per la “disdetta” dall’elenco renziano. E così Guerini ha ben saputo a chi mandare l’invito per domani, poi toccherà ad ognuno presentarsi o disertare o certificare in qualche modo la sua assenza per imprevisti o ragioni di altra e istituzionale natura. Ma Guerini, il suo elenco, lo ha ben chiaro in mente. A cominciare, guarda caso, dai renziani che hanno firmato il documento dell’ex segretario nel corso dell’ultima direzione nazionale. Da Magorno a Bossio, da Irto ad Aiello, da Covello a Viscomi, da Marcianò a Schirripa. Improbabile che Guerini non abbia consultato questi numeri di cellulare in rubrica tra i primi a cui inviare il messaggio. Diciamo la base di partenza, quella più aggiornata. Ma quasi certamente non sono solo questi i display che hanno ricevuto “l’invito a presentarsi” domani. Ve ne sono di altri che Guerini non è chiaro fino a che punto immagina siano presenti. Ma l’attesa, e il momento storico, ci sono tutti. Non c’è solo da fare una messa a punto strategica e funzionale (per non dire essenziale) dell’ala renziana del Pd. Della serie, e non è una estremizzazione, quanti siamo ora e per fare cosa e in che partito. Ma c’è anche, se non soprattutto, da preparare l’assemblea di sabato che per il Pd è un po’ come uno spareggio tardo estivo per la permanenza in serie B. Una di quelle partite interminabili che una volta si giocavano a fine giugno. Poi è anche successo che chi ne è venuto fuori dopo un paio d’anni lo si è ritrovato in serie A e persino a lottare per l’alta classifica. Ma gli spareggi prima vanno vinti e quello di sabato per il Pd è per davvero un dentro o fuori. Stare insieme, con chi al comando, per fare cosa, con quale esercito e con che scadenze temporali. Non è poco per un partito che solo un anno fa imperava e che nel 2014 (con Renzi) ha toccato la soglia psicologica dell’umiliazione (altrui) del 40% alle europee. E non è un caso se ora tocca proprio a Renzi e ai suoi uomini l’ennesima partita più difficile di quella degli altri, dal momento che i numeri sorridono ancora sulla carta tanto in direzione che in assemblea. E le domande che ritornano a galla sempre quelle rimangono. Ora pìù che mai. Quanti sono oggi i veri renziani? Chi sono? In quanti credono a un ritorno di Matteo in sella? E in quanti nel frattempo, pur provandoci, non sanno dove andare perché nessun altro profilo dà garanzie per il futuro? Guerini intanto per domani convoca l’esercito, o almeno quello che ci sta sulla carta. Perché anche “poggiarsi” nel frattempo su un altro segretario è movimento che va fatto pesare…

I.T.