L’ortopedia che resta a “piedi”

Mi rivolgo alla Vostra testata in qualità di presidente OTO Calabria, sezione calabrese della OTODI (Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri d’Italia) per supportare l’allarme lanciato dal prof. Giorgio Gasparini, direttore della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro che per il secondo anno consecutivo si è vista negare l’accreditamento da parte del MIUR.

Le 15 unità operative di Ortopedia e Traumatologia afferenti al Servizio Sanitario Regionale sono da tempo penalizzate dalla cronica carenza di personale.

Ad oggi quattro reparti (Soverato, Melito Porto Salvo, Castrovillari e Gioia Tauro) sono addirittura chiusi per mancanza di specialisti ortopedici (si veda la tabella allegata)
Tanti (troppi) malati calabresi sono stati costretti, con sacrificio proprio e delle proprie famiglie, a curarsi fuori regione (con ingenti costi per il Servizio Sanitario Regionale) alimentando il vergognoso fenomeno dell’emigrazione sanitaria che vede proprio l’ortopedia calabrese ai primi posti di una avvilente classifica. Al contempo i neospecialisti ortopedici calabresi sono stati costretti ad emigrare per trovare una collocazione professionale in altre regioni (privando loro malgrado la Calabria di preziose risorse professionali). Da tempo, infatti, nella nostra regione i concorsi per specialisti in Ortopedia e Traumatologia vanno semideserti.

L’ultimo episodio è di un mese fa: ad un concorso a tempo indeterminato per tre posti di ortopedico, indetto dall’ ASP di Cosenza, PO di Paola, hanno partecipato due candidati, ma solo uno ha preso servizio.

Se poi si considera che l’età media degli ortopedici attualmente in servizio è particolarmente elevata si deve amaramente constatare che il numero di specialisti sul territorio regionale è destinato a scemare ulteriormente.

La soluzione a questa che è una emergenza sanitaria annunciata non può essere la chiusura dei reparti di ortopedia degli ospedali pubblici né la chiusura dell’unica Scuola di specializzazione della Regione. Occorre invece investire in risorse strutturali ed umane. Occorre che il Servizio Sanitario Regionale affronti immediatamente e concretamente l’emergenza degli organici. Occorre che il Servizio Sanitario Regionale e l’Università interagiscano per mettere la Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia in condizioni di raggiungere per il prossimo anno gli standard previsti.

 

Dott. Massimo Candela.

Presidente OTO Calabria