L’Asp di Cosenza scambia la Corte dei Conti per un’agenzia immobiliare

Gaffe storica del Palazzo di Via Alimena. per cedere il fitto un immobile di Cropalati ai carabinieri chiede un parere alla magistratura contabile che risponde: "Quesito soggettivamente inammissibile".

  “L’Asp non è tra i soggetti legittimati a porre alle Sezioni regionali quesiti in materia di contabilità pubblica ai sensi di legge”.

Gaffe storica dell’Asp di Cosenza che pone un quesito alla Corte dei Conti, inammissibile soggettivamente. I giudici rispondono che non possono nemmeno prendere in considerazione la domanda posta, semplicemente perchè non possono farlo, come da norma. I vertici dell’Asp avevano chiesto alla Corte dei Conti, con nota ufficiale, se potevano affittare un immobile di proprietà dell’azienda ai carabinieri di Cropalati.  Il Direttore Generale dell’ASP di Cosenza ha formulato alla Sezione una richiesta di parere in ordine alla possibilità di locazione di un immobile di proprietà dell’ASP.

Più precisamente l’immobile, in locazione al comune di Cropalati, originariamente era stato destinato quale Comunità terapeutica semiresidenziale, anche se di fatto non è stata mai utilizzato a causa della carenza di personale. Pertanto in deroga alle pattuizioni del contratto di locazione, l’ASP chiede di sapere se vi sono profili di responsabilità e danno qualora consentisse al Comune di Cropalati di concedere all’Arma dei carabinieri tale struttura per la realizzazione di una locale caserma, oppure in caso di recesso dal contratto da parte del Comune, si sottoscrivesse un nuovo contratto di locazione direttamente con l’Arma dei carabinieri.

Rispondo i giudici sancendo la gaffe storica dell’Asp:

“Il Collegio in via preliminare, dovendo valutare la sussistenza dei presupposti di legittimazione attiva con riguardo all’organo che formalmente ha richiesto il parere osserva, che tale richiesta è da considerarsi inammissibile sotto il profilo soggettivo, non rientrando le ASP , tra i soggetti legittimati a porre alle Sezioni regionali quesiti in materia di contabilità pubblica ai sensi dell’art. 7, comma 8, della legge n. 131 del 2003. Di fatti, per quanto riguarda i profili soggettivi la Corte dei conti svolge funzione ausiliaria, ai sensi dei commi 7 e 8 dell’articolo 7 della legge n. 131 del 2003, nei confronti degli organi assembleari elettivi degli enti territoriali (consigli comunali, provinciali e regionali) analogamente a quanto avviene tra le articolazioni in sede centrale della Corte medesima ed il Parlamento. La lettera della norma e la coerenza con il quadro ordinamentale scaturente dalla novella costituzionale impongono di ritenere che l’elencazione sia tassativa e non possa dare luogo ad interpretazioni estensive. Ne restano esclusi, pertanto, tutti gli enti pubblici, quale che sia il legame che possano esprimere con il territorio, non qualificabili “enti territoriali” ai sensi del citato articolo 114 Costituzione. Sul punto si è espressa anche la Sezione autonomie con la deliberazione n. 13/AUT/2007, nella quale si ribadisce la tassatività dell’elencazione di cui all’articolo 7, comma 8 della richiamata legge n. 131 del 2003. In conclusione, poiché la richiesta di parere in esame proviene da un soggetto (ASP) diverso da quelli sopra citati, se ne deve dichiarare l’inammissibilità soggettiva. La soluzione negativa della questione pregiudiziale preclude a questa Sezione qualsiasi ulteriore valutazione che deve, pertanto, intendersi da questa assorbita”.

Vabbè, come si dice: chi non fa non sbaglia. Eccesso di zelo, evidentemente.