Da bere sì, ma (solo) a Santa Maria del Cedro

«Comunico che in data odierna il laboratorio privato, autorizzato dal Ministero della Sanità che ha effettuato i dovuti campionamenti ha refertato l’eccellenza della balneabilità del nostro mare, dopo che anche Arpacal lo ha accertato».

A dirlo sul suo profilo facebook,  il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, dalla sua pagina. «Per come si desume dall’allegato link dell’Arpacal  -continua il primo cittadino – il valore limite dei batteri (escherichia coli – 500 mpn / 100 ml ed enterococchi intestinali – 200 mpn/ 100 ml ) è notevolmente inferiore ai citati limiti. Ovvero inferiore a 100 per escherichia coli e zero per enterococchi intestinali. I livelli sono a norma anche per le acque superficiali all’interno del territorio comunale (fiumi e canali)».

È una vera e propria perla in tema di depurazione Santa Maria del Cedro, considerato che in alcuni dei Comuni di limitrofi i livelli di batteri fecali toccano dati allarmanti. Il brillante risultato è anche il frutto di un continuo investimento da parte dell’ente comunale su manutenzione e interventi volti al miglioramento della depurazione delle acque. Inoltre, il sindaco Vetere monitora costantemente il livello batteriologico delle acque al fine di intervenite tempestivamente laddove ce ne fosse bisogno. Le analisi del laboratorio privato, infatti, erano già state effettuate alcune settimane addietro (lo abbiamo riportato QUI) e se non bastasse anche l’Arpacal, qualche giorno fa, si era presentata a sorpresa per prelevare i campioni di acqua. In entrambi i casi, tutti i livelli di batteri presenti erano al di sotto dei limiti consentiti per legge.

«Questa è Santa Maria del Cedro – conclude Vetere nel suo messaggio ai cittadini -. Un grazie al Signor Guerrisi Gianfraco, al Signor Giancarlo Vitale e al dipendente comunale Gino Vitale che con una “barchetta” hanno accompagnato il Dottor De Napoli». Un interesse, quello per la salubrità della acque della sua comunità, da cui i colleghi del comprensorio altotirrenico, a giudicare i disastrosi dati della depurazione, dovrebbero prendere esempio. Magari basterebbe qualche sostanzioso appalto agli amici in meno e uno sforzo economico in più su sorveglianza e depuratori.