«Cosa impedisce  a padre Fedele di “rientrare” nella Chiesa»

Il segretario di "Cosenza Libera": tutte le sentenze lo scagionano ma non rientra in possesso del suo ministero

Il recente appello di Padre Fedele Bisceglia rischiava di perdersi nell’indifferenza di un week end d’estate ma il segretario di Cosenza Libera, Cristian Tarsia ha deciso di farne una battaglia politica.

“Prima di decidermi a scrivere la presente ero parecchio combattuto, soprattutto per il timore che le mie parole potessero dare adito ad equivoci e non manifestare appieno il pensiero unanime di quanti rappresento. Poi, ad avere la meglio è stata l’onestà intellettuale, il desiderio di non mischiare la sensibilità di Cosenza Libera con l’indifferenza generale, in merito alla triste vicenda che riguarda padre Fedele Bisceglia. Politica e religione  dovrebbero comportarsi da perfetti estranei, me ne rendo conto, ma come si può far finta di niente? Come si può trascurare un’assoluzione della Corte d’Appello prima e la conferma in Cassazione poi?”.S Si interroga Tarsia

“Padre Fedele per la giustizia italiana è innocente; lo è “così così” per quelle persone che non vogliono inimicarsi la Curia; non lo è – continua il presidente di “Cosenza Libera” per quanti da questa storia hanno tratto (probabilmente) dei benefici, e si comportano come se il francescano fosse invisibile.  Eppure egli invisibile non è, anzi! Dal primo giorno di libertà é tornato ad occuparsi degli ultimi,  rifugiandosi nelle opere di bene per ridurre al minimo il profondo dolore che lo tormenta”.

“L’ho rivisto sabato pomeriggio su corso Mazzini.  Non una parola offensiva nei confronti della Chiesa, solo- scrive ancora Tarsia   l’espressione avvilita di chi si sente privato di un qualcosa che non ha prezzo. Eppure, al suo posto, chiunque avrebbe affondato la lama, soprattutto commentando i conclamati eventi negativi che hanno travolto da vicino la nostra diocesi. Avrebbe potuto e non l’ha fatto, poiché ben saldo ai suoi Valori, poiché l’Ordine lui lo rispetta come il primo giorno. Lo stesso Ordine che da soldato di Cristo gli ha permesso di andare in missione quando noi neanche sapevamo cosa significasse “Terzo Mondo”. Bisceglia non è un semplice uomo col saio, è un punto di riferimento per l’intera comunità cosentina”.

“Cosa ci siamo persi? Quale “meccanismo” impedisce il reinserimento di padre Fedele nell’esercizio del suo ministero? Potrà mai – ribadisce Tarsia –  questo meccanismo praticare tanta ostruzione ? Silenzio … tranne che per la politica. Eh beh, per la politica voce e inchiostro non mancano! Non mancano per la ZTL di corso Telesio, non mancano per supportare movimenti politici su base cattolica. A Cosenza l’elettorato si coltiva attingendo direttamente dalle parrocchie, o almeno questo sembra il metodo di ultima generazione”.

“Le apparenze vogliamo isolarle per il momento, a patto che chi di dovere si occupi concretamente di questo strano ritardo, restituendo all’interessato la dignità. Siamo gli ultimi a poter dire alla Curia di cosa deve o non deve occuparsi, anzi, non ne abbiamo alcun titolo, tuttavia sarebbe molto interessante sapere cosa ne pensa il Santo Padre, perché – sottolinea –  coraggio e voglia di fare non ci mancano, anche se questo “scavalcare” dovesse turbare la serenità di qualche prelato, o addirittura rovesciare qualche poltrona.

“Stiano sereni coloro ai quali questa missiva non andrà giù, non c’è nulla di diabolico nel difendere un frate proclamato innocente, tantomeno – conclude   nel bussare energicamente alla porta di chi per vocazione dovrebbe tenerla sempre spalancata, ancor di più verso chi non ha nulla da farsi perdonare”.